Il mercato delle auto elettriche si appresta a vivere una rivoluzione sul fronte della trasparenza. Dopo un’intensa istruttoria avviata a febbraio, l’Antitrust dell’Unione Europea ha raggiunto un accordo vincolante con i principali player del settore: Stellantis Europe, Tesla Italy, BYD Industria Italia e Volkswagen Group Italia. La “fumata bianca” obbliga i colossi dell’automotive a fornire dati finalmente realistici su uno dei punti più critici per i consumatori: la gestione dell’energia e la longevità delle batterie.
Addio ai valori teorici: arrivano i simulatori di autonomia
L’accordo mette fine alle indicazioni basate esclusivamente su cicli di omologazione ideali. Entro 120 giorni, le case automobilistiche dovranno implementare sui propri siti web sezioni dedicate e strumenti di simulazione dell’autonomia. Questi simulatori terranno conto di variabili reali come lo stile di guida, le condizioni climatiche e le diverse modalità di utilizzo, permettendo all’utente di confrontare vetture della stessa categoria in modo oggettivo.
Un altro pilastro dell’impegno riguarda il cosiddetto State of Health (SoH) della batteria. Le aziende dovranno quantificare chiaramente il degrado atteso nel tempo e, soprattutto, rendere trasparenti le limitazioni della garanzia convenzionale. Stellantis, BYD e Volkswagen hanno inoltre accettato di alzare le soglie minime di efficienza garantita, offrendo una tutela maggiore all’acquirente contro la perdita di capacità di carica.
Stellantis frena a Piazza Affari: produzione al ribasso in Francia
Nonostante la chiusura positiva della vicenda legale, il sentiment degli investitori su Stellantis rimane cauto. A Piazza Affari, il titolo prosegue l’ultima seduta della settimana in calo, nel momento in cui scriviamo, sotto la soglia psicologica dei 10 euro. Da inizio 2025, la perdita accumulata dalla società sfiora il 20%, riflettendo le difficoltà del comparto automotive europeo nel gestire la transizione ecologica.
A pesare sull’andamento delle azioni è anche la notizia della riduzione della produzione presso lo stabilimento di Mulhouse, in Francia. Per adattarsi a una domanda di mercato più debole del previsto, la produzione giornaliera passerà da 640 a 460 veicoli a partire dal 19 gennaio, segnando una contrazione del 28%. Al momento, il consenso medio degli analisti si attesta su un profilo di cautela, con raccomandazioni di tipo “Hold” e target price che orbitano intorno ai 9,80 euro.
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