Un nuovo capitolo si apre nel panorama industriale europeo dello spazio con la possibile creazione di una joint venture tra Airbus, Thales e Leonardo. I tre colossi dell’aerospazio sono infatti vicini a firmare entro fine settembre una lettera di intenti che darà vita a una società comune paneuropea, concentrando tutte le attività spaziali — eccetto i lanciatori. Questa mossa è considerata una svolta epocale per la competitività europea in un settore dominato da giganti globali come SpaceX e le imprese cinesi.
Cosa è successo
Secondo quanto riportato da Les Echos, Airbus Defence and Space, Thales Alenia Space e Telespazio (quest’ultima già con partecipazione di Leonardo e Thales) stanno definendo i dettagli di un’operazione dal valore stimato superiore ai 10 miliardi di euro. Il nuovo gruppo punterà a integrare capacità tecnologiche oggi distribuite tra più realtà industriali, soprattutto nei campi di satelliti di osservazione, telecomunicazioni, navigazione e sistemi di difesa.
Le trattative proseguono soprattutto sulla valorizzazione degli asset e sulla governance societaria, con Airbus che rivendica un ruolo di leadership per fatturato e ordini, Thales forte nella difesa elettronica, e Leonardo che punta a garantire un peso proporzionato nel consorzio, sostenuto dal suo expertise e dalla leadership italiana in programmi europei.
Perché è importante
La creazione di questa joint venture europea rappresenta una risposta strategica alla frammentazione industriale, che finora ha limitato la capacità dell’Europa di competere efficacemente nel “New Space”. Un’entità unificata potrà presenziare con maggior forza nelle gare internazionali, attrarre investimenti privati e fondi comunitari, e avere un maggior peso negoziale a livello globale, specie di fronte a Stati Uniti e Cina.
Per l’Italia, il progetto ha un significato cruciale. Pur offrendo la possibilità di rafforzare la propria presenza nel settore spaziale ad alta tecnologia, il governo monitora con attenzione che la governance non avvantaggi troppo i partner francesi o tedeschi, preservando così il ruolo strategico del Paese.
Infine, questo passo si inserisce nell’agenda politica europea che incentiva la creazione di “campioni continentali” per garantire autonomia tecnologica e sostenere programmi chiave come Copernicus.
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Foto: Coby Wayne via Shutterstock
