Non si placa l’ondata di acquisti su ERG, che si conferma la regina del comparto energetico a Piazza Affari. Dopo il prepotente rialzo registrato nella seduta di ieri, il titolo della società ligure accelera ulteriormente nella mattinata di oggi, 18 febbraio. Le azioni scambiano ora a quota 24,38 euro, segnando un progresso del 7,12% e consolidando il superamento delle resistenze tecniche incontrate nelle scorse settimane.
Indiscrezioni di aggregazione: il dossier Garrone scuote il mercato
A dare linfa al movimento rialzista, come riportato anche da Borsa Inside, è la prospettiva di una svolta epocale nell’assetto azionario del gruppo. Le voci, inizialmente riportate dal Corriere della Sera, descrivono una famiglia Garrone pronta a valutare operazioni straordinarie per ridefinire il perimetro della società. Il mercato scommette con decisione su una possibile integrazione industriale, un’opzione che garantirebbe a ERG la massa critica necessaria per competere nel sempre più affollato mercato europeo delle rinnovabili.
Attualmente, il controllo fa capo alla holding SQ Renewables (partecipata dai Garrone e dal fondo australiano IFM), ma l’ingresso di un nuovo partner strategico potrebbe sbloccare valore inespresso. Tra i nomi che circolano con insistenza nelle sale operative spicca quello di A2A, con cui esiste già un solido legame commerciale grazie a un PPA quindicennale sull’eolico siciliano. Tuttavia, non restano nell’ombra la svizzera Axpo e alcuni grandi fondi infrastrutturali pronti a rilevare quote rilevanti.
Analisi del sentiment: la speculazione batte l’incertezza normativa
Il rally di oggi è particolarmente significativo se contestualizzato nel quadro macroeconomico. Nonostante l’incognita legata al decreto Bollette e ai potenziali interventi governativi sul Prezzo Unico Nazionale (PUN), i trader stanno dando priorità all’appeal speculativo.
Il ritorno di volumi massicci, decisamente superiori alla media giornaliera, suggerisce che l’interesse non sia solo retail ma coinvolga anche investitori istituzionali. Se il trend dovesse mantenersi sopra i 23 euro, il titolo potrebbe puntare a nuovi massimi di periodo, trasformando quello che era un settore in fase di stallo in una delle scommesse più calde del 2026.
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