Piazza Affari si è svegliata questo lunedì con un protagonista assoluto: la Juventus. Il titolo del club bianconero sta dominando gli scambi questa mattina, registrando un balzo superiore all’11,5% e riportandosi in area 2,44 euro. Un movimento violento che interrompe bruscamente il trend negativo degli ultimi mesi (il titolo perdeva oltre il 21% da inizio anno) e che ha una sola causa scatenante: la speculazione su un cambio di proprietà.
Nonostante il rifiuto iniziale di Exor alla proposta d’acquisto avanzata da Tether, il mercato scommette che la partita finanziaria sia tutt’altro che chiusa. Ecco cosa stanno valutando gli operatori e i rischi per chi entra adesso sul titolo.
Perché il mercato ignora il “No” di Exor?
La holding della famiglia Agnelli-Elkann ha respinto la prima offerta di circa 1,1 miliardi di euro, ma gli investitori interpretano questa mossa come l’inizio di una negoziazione, non come la fine. Il nodo cruciale è la valutazione intrinseca del club.
I fondamentali raccontano una storia diversa dall’attuale capitalizzazione di borsa. Con ricavi operativi attorno ai 420 milioni, applicando i multipli standard del settore Sport & Entertainment (tra 5 e 6 volte i ricavi), il valore d’impresa della Juventus dovrebbe oscillare tra i 2,1 e i 2,6 miliardi di euro. Sottraendo il debito, l’equity value reale risulta ben superiore all’offerta di Tether. Il mercato, quindi, sta prezzando l’ipotesi concreta di un rilancio sostanzioso che costringa la proprietà a riconsiderare la sua posizione “incedibile”.
Tra speculazione e valore reale
La strategia di Tether sembra puntare a forzare la mano, creando una pressione mediatica e facendo leva sul sentiment dei piccoli azionisti e dei tifosi. Tuttavia, per l’investitore razionale, la situazione presenta un profilo di rischio elevato.
Il rialzo odierno è alimentato quasi esclusivamente da aspettative speculative. Se Exor dovesse erigere un muro invalicabile, confermando la natura strategica dell’asset a prescindere dal prezzo, il titolo rischierebbe una correzione violenta per riallinearsi ai fondamentali pre-offerta.
Cosa conviene fare?
La volatilità sulla Juventus rimarrà estrema nelle prossime sedute. L’ingresso sul titolo in questa fase equivale a una scommessa binaria sull’apertura di una trattativa formale. Tuttavia, l’operazione ha un merito indiscutibile: ha funto da stress test sul valore, rendendo palese al mercato che i prezzi di listino delle ultime settimane erano eccessivamente depressi rispetto al potenziale industriale del brand bianconero. Prudenza, dunque: il rischio di rimanere col cerino in mano se Tether dovesse ritirarsi è concreto.
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