La giornata in Borsa Italiana per Stellantis prosegue con un timido segnale di ripresa, insufficiente a cancellare la pesante performance negativa della seduta precedente. Dopo un crollo del 25% venerdì scorso, con il prezzo delle azioni precipitato da 8,17 a 6,11 euro, gli investitori meno pessimisti speravano in un rimbalzo più consistente. Tuttavia, nel momento in cui scriviamo questo articolo, il titolo registra un misero +1,9%, attestandosi a 6,23 euro, in linea con l’andamento generale del Ftse Mib. La tensione sul colosso automotive rimane molto alta, e la prospettiva di recupero appare incerta nel breve termine.
Il peso dei numeri e la mancanza di fiducia degli investitori
I dati che delineano la performance del titolo nel medio e lungo termine continuano a essere drammatici: -34% nell’ultimo mese, -36% da inizio anno e addirittura -51% su base annua. Il mercato sembra aver perso fiducia nelle strategie attuali, come riferito da Borsa Inside, accentuate dall’allerta del management e dalla cancellazione del dividendo.
Al centro delle preoccupazioni dei trader vi è la comunicazione di una perdita di 22 miliardi di euro. Non si tratta di denaro uscito dalle casse, ma di investimenti effettuati senza ritorno, principalmente legati alla transizione verso le auto elettriche. La decisione di puntare con decisione sull’elettrico, pur guidata dalle direttive europee, sembra essere stata un errore strategico. La nuova gestione, pur ammettendo le difficoltà e delineando una strategia che include un mix di motorizzazioni (elettriche, tradizionali e ibride), deve ora riconquistare la fiducia degli investitori.
Fiducia da ricostruire: serviranno tempo e segnali concreti
La strada per il rilancio di Stellantis appare lunga e complessa. Gli investitori vorranno toccare con mano i primi segnali di attuazione della nuova strategia per tornare a credere nella società. Attualmente, il titolo è considerato “super-scontato” in termini di fair value rispetto alle quotazioni attuali, ma lo stato finanziario non ottimale complica la valutazione complessiva.
Prima di valutare un acquisto, è necessario considerare congiuntamente il potenziale di upside implicito nei valori correnti e le criticità dell’analisi fondamentale. Senza un segnale di fiducia tangibile da parte del management, l’enorme potenziale teorico del titolo rischia di rimanere solo sulla carta.
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