- Crédit Agricole ha il 20% di Banco BPM e ha chiesto alla BCE il via libera a salire fino al 29,9%
- L’AD Giuseppe Castagna: nessuna manifestazione formale di acquisizione e nessuna trattativa in corso con Monte dei Paschi di Siena
- Il risiko resta condizionato dal dossier giudiziario su MPS-Mediobanca: il Senato ascolterà la Procura di Milano il 26 febbraio 2026
Cosa è successo
Banco BPM (BIT:BAMI) (OTC:BNCZF) è tornata al centro del consolidamento bancario italiano dopo l’audizione al Senato dell’AD Giuseppe Castagna.
Il nodo principale è Crédit Agricole, oggi primo azionista con il 20% e intenzionata ad aumentare la partecipazione: la banca francese ha chiesto l’autorizzazione della BCE per arrivare fino al 29,9% (fonte: Business People). Castagna ha però chiarito che non risulta alcuna volontà formale di acquisizione, né verso l’autorità di vigilanza né direttamente con Banco BPM.
Sul tavolo resta anche l’ipotesi MPS, ma in prospettiva: Castagna ha detto che oggi non c’è alcuna trattativa. Banco BPM, anche tramite Anima Holding, aveva costruito nel novembre 2024 una quota che valeva circa 9%, oggi scesa a 3,7% dopo la diluizione legata all’aumento di capitale.
Nella stessa sede, Castagna ha difeso l’operato di Banca Akros nel collocamento di azioni MPS finito sotto osservazione, e ha respinto le ricostruzioni attribuite a Unicredit, parlando di un’asta con oltre 100 ordini complessivi e di un prezzo ritenuto “congruo”.
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Perché è importante
Il messaggio di Banco BPM è doppio:
- Crescita autonoma come base negoziale: Castagna ha ricordato il salto di valore dell’istituto, con capitalizzazione passata da circa 2 Mld € a circa 20 Mld € dal 2020 a oggi.
- Rischio “golden power” in caso di controllo estero: una combinazione più stretta con Crédit Agricole Italia potrebbe creare una “grande banca italiana”, ma il tema del controllo da parte di un gruppo estero renderebbe probabile l’attivazione dei poteri speciali.
- Variabile giudiziaria e politica: il dossier sul presunto “concerto” nell’operazione MPS–Mediobanca torna in primo piano: secondo quanto riportato da Agenzia Impress, la Commissione d’inchiesta del Senato ha fissato per il 26 febbraio 2026 l’audizione della Procura di Milano. Un calendario che può aumentare la cautela sulle operazioni straordinarie nel breve.
Cosa osservare
Gli investitori monitorano eventuali sviluppi sul via libera della BCE alla soglia del 29,9% e le indicazioni che arriveranno dall’audizione del 26 febbraio 2026, potenzialmente rilevanti per il ritmo del risiko bancario.
Foto: J2R / Shutterstock.com
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