Francesco Gaetano Caltagirone, figura centrale della finanza italiana con un patrimonio stimato di circa 12 miliardi di euro, è intervenuto con decisione sul futuro degli assetti bancari e assicurativi nazionali.
In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’imprenditore ha delineato la sua visione strategica su Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS) e Generali, opponendosi a ipotesi di dismissione delle quote azionarie storiche.
MPS come polo per il Centro-Sud
Caltagirone, come ripotato dal portale Market Screener, ha motivato il suo recente ritorno nell’azionariato di MPS non solo come un’operazione finanziaria redditizia, ma come una scelta di politica economica territoriale.
- Equilibrio di sistema: Con oltre il 55% della popolazione italiana residente sotto la Pianura Padana, MPS rappresenta l’unica grande banca con radici profonde nel Centro-Sud capace di riequilibrare il sistema creditizio.
- Funzione sociale: Per l’imprenditore, la banca territoriale deve fungere da centro di formazione e attrazione di competenze, oltre che da finanziatore per famiglie e imprese.
La difesa di Generali e il nodo Mediobanca
Un punto cardine dell’intervento riguarda la partecipazione in Assicurazioni Generali. Caltagirone si è dichiarato fermamente contrario alla vendita della quota detenuta da Mediobanca.
- Asset strategico: “Se tutte le grandi banche vogliono Generali, non capisco perché chi ce l’ha dovrebbe venderla”, ha dichiarato, ribadendo l’importanza di mantenere il controllo nazionale sul Leone di Trieste.
- No a MPS-Mediobanca: L’imprenditore ha espresso parere negativo su una possibile integrazione tra l’istituto senese e Piazzetta Cuccia, temendo uno spostamento di risorse dall’economia reale alla finanza pura, con una conseguente riduzione della funzione sociale degli istituti.
Rischi di fusione e leadership
Caltagirone guarda con scetticismo anche a un’eventuale aggregazione tra MPS e Banco BPM. Il timore principale riguarda la perdita di centralità di Siena a favore di Milano, che comporterebbe la dispersione di un patrimonio professionale accumulato in cinque secoli di storia.
Infine, pur riconoscendo il lavoro di risanamento svolto dall’AD di MPS, Luigi Lovaglio, ha osservato che per la nuova fase della banca serviranno spiccate capacità di mediazione e visione strategica, sottolineando che “non esiste un uomo per tutte le stagioni”.
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