La transizione ecologica nei comparti industriali ad alto impatto mette le ali a Cementir Holding a Piazza Affari. Il gruppo ha archiviato la sessione di contrattazioni con un balzo del +7,76% a quota 15,42 euro, portando la propria capitalizzazione di mercato a 2,45 miliardi di euro.
A scatenare la corsa ai contratti è il via libera formale arrivato dal Nord Europa per un imponente piano di sostegno pubblico alla decarbonizzazione. La controllata del gruppo, Aalborg Portland, ha infatti siglato un accordo vincolante con l’agenzia governativa Danish Energy Agency per la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica.
I numeri dell’operazione e la struttura dei flussi
Copenaghen metterà sul piatto un sussidio indicizzato all’inflazione che prevede un contributo di circa 117 euro per ciascuna tonnellata di CO2 isolata, ponendo un limite massimo annuale fissato a 1,25 milioni di tonnellate. L’attivazione dei flussi finanziari e l’operatività della nuova infrastruttura tecnologica sono previste a partire dal 2030.
La pianificazione economica approvata dal governo danese si svilupperà su un asse temporale di 15 anni, iniettando nei bilanci del gruppo industriale fino a 146 milioni di euro su base annua, per un controvalore complessivo e cumulato che potrà toccare il tetto di 2,2 miliardi di euro.
L’avanzamento del piano — integrato nella cornice strategica del progetto ACCSION — creerà una filiera onshore inedita nel Paese, legando i processi di cattura alle reti di trasporto e stoccaggio. La riuscita finale dell’opera resta condizionata alla parallela e tempestiva attivazione di tali infrastrutture di collegamento.
Obiettivi Scope 1 e la riconversione industriale
L’investimento si inserisce nella road map climatica del gruppo, focalizzata sul raggiungimento delle zero emissioni dirette Scope 1 nei poli produttivi del cemento attivi in Europa. Il peso specifico dell’impianto di Aalborg Portland è centrale per le stesse ambizioni ambientali della Danimarca: la struttura assorbirà da sola quasi il 50% del target fissato dal fondo nazionale per il clima, che punta a isolare 2,3 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.
Il vertice della holding, presieduta dall’Amministratore Delegato Francesco Caltagirone Jr., ha evidenziato come l’intesa con le autorità danesi rappresenti un passaggio cruciale per dimostrare la fattibilità tecnica ed economica della decarbonizzazione su larga scala. Secondo la presidenza del gruppo, l’iniziativa dimostra nei fatti come sia possibile riconvertire e rendere sostenibili anche i processi manifatturieri storicamente considerati tra i più difficili da trasformare.
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