Mercoledì nero per BFF Bank sul listino milanese. Il titolo della banca specializzata nel factoring pro soluto verso la Pubblica Amministrazione è stato travolto dalle vendite in apertura, segnando un calo superiore al 3,6% e scivolando in area 4,57 euro. A innescare la fuga degli investitori non sono stati i numeri operativi dell’esercizio 2025, quanto la decisione, definita “prudenziale” dal management, di congelare la cedola per rafforzare i coefficienti patrimoniali.
Patrimonio solido, ma prevale la linea del de-risking
Durante la call con gli analisti, il Direttore Generale Giuseppe Sica ha cercato di rassicurare il mercato, sottolineando che la politica di remunerazione dei soci non è strutturalmente cambiata. Tuttavia, per l’esercizio 2025, il board ha scelto di trattenere gli utili per consolidare le azioni di riduzione del rischio e massimizzare il valore nel lungo periodo.
“La banca è focalizzata sul mantenimento di un basso profilo di rischio”, ha dichiarato Sica, ricordando che il costo del rischio si attesta a 11 punti base con un rapporto NPL (crediti deteriorati) estremamente contenuto allo 0,2%. Nonostante un CET1 Ratio al 14,1%, ben superiore alla soglia SREP del 9,7%, la scelta di non distribuire il capitale in eccesso oltre il target del 13% ha colto di sorpresa il mercato, che attendeva un ritorno immediato per gli azionisti.
Focus su cartolarizzazione e crescita futura
Sica ha difeso la decisione del board, affermando di guardare al “lungo termine e non a domani”, ribadendo la capacità della banca di generare capitale in modo organico. Sul tavolo resta anche l’ipotesi di una potenziale cartolarizzazione, un’operazione su cui il management sta lavorando attivamente: “Se la faremo, sarà positiva per la banca, ma per ora non è inclusa nelle stime comunicate al mercato”, ha precisato il DG.
Nonostante la reazione negativa dei prezzi, Sica ha assicurato che il rapporto con i clienti non ha subito contraccolpi dopo le recenti comunicazioni. La sfida per BFF Bank sarà ora quella di riconquistare la fiducia degli investitori, dimostrando che il rafforzamento patrimoniale odierno si tradurrà in una maggiore capacità distributiva già a partire dai prossimi semestri.
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