Il settore energetico torna a ruggire a Piazza Affari, trainato da un deciso recupero delle quotazioni del greggio. Con il contratto sul WTI in scadenza a febbraio 2026 che ha riconquistato con forza la soglia dei 58 dollari al barile, gli investitori hanno riaperto le posizioni sui titoli oil. In questo scenario, le azioni Eni mettono a segno un rialzo dell’1%, scambiando a quota 15,88 euro.
Tuttavia, all’interno del comparto italiano, Eni continua a mostrare un passo più cauto rispetto a Tenaris e Saipem. Il motivo risiede nella complessa esposizione verso il Venezuela: il Cane a sei zampe vanta crediti per circa 3 miliardi di dollari nei confronti di Caracas, un fattore che nelle ultime sedute ha frenato il titolo rispetto ai competitor, meno esposti alle turbolenze geopolitiche del paese sudamericano.
Jefferies vede “bullish”: alzato il target price a 19,5 euro
Nonostante il freno venezuelano, come riportato da Borsa Inside, a sostenere l’appeal di Eni è arrivato un importante assist dagli analisti di Jefferies. In un report che ha passato in rassegna le principali compagnie petrolifere integrate globali (con promozioni anche per TotalEnergies e Repsol), la banca d’affari ha deciso di ribadire la propria visione ottimistica sul colosso italiano.
Gli analisti hanno confermato il rating Buy, portando il target price a 19,5 euro rispetto ai precedenti 18 euro. Si tratta di una valutazione di forte peso: il nuovo obiettivo implica un potenziale di rialzo (upside) significativo rispetto ai prezzi attuali, segnalando che, secondo Jefferies, il mercato non ha ancora prezzato correttamente il valore degli asset del gruppo.
Analisi tecnica: la sfida dei 16 euro per invertire il trend
Dal punto di vista grafico, l’avvio del 2026 è stato caratterizzato da una forte volatilità. Dopo il picco toccato lunedì a 16,6 euro, il titolo ha subito pesanti prese di profitto che lo hanno trascinato fin sotto i 15,7 euro. Attualmente, Eni si trova in una fase interlocutoria, con una performance da inizio anno che segna un lieve rosso dell’1,2%.
Per una reale ripartenza del trend rialzista, il titolo dovrà abbattere la resistenza psicologica dei 16 euro. Tuttavia, il vero “muro” da superare è posizionato in area 16,5 euro, un livello tecnico che si è dimostrato particolarmente ostico nelle ultime sessioni. Sul fronte dei supporti, la prima rete di sicurezza è individuata a 15,4 euro: finché il prezzo rimarrà sopra questa soglia, la struttura di lungo termine (che vede un guadagno del 16% su base annua) resterà intatta.
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