Il risiko bancario italiano subisce una svolta radicale. Con una mossa a sorpresa, Intesa Sanpaolo ha formalizzato un’Opas volontaria totalitaria da 30,6 miliardi di euro su Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps). L’iniziativa, orchestrata dal consigliere delegato Carlo Messina, stravolge gli equilibri finanziari del Paese e mette all’angolo il progetto alternativo di aggregazione promosso da Banco Bpm.
I dettagli dell’offerta e la dote di Siena
La proposta strutturata da Ca’ de Sass prevede il riconoscimento di 1,6 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione e 1 euro in contanti per ciascun titolo Mps apportato. Il valore implicito si attesta a 10,091 euro per azione, incorporando un premio del 12,5% sulla chiusura antecedente l’annuncio e del 17,4% sulla media ponderata dell’ultimo trimestre.
L’operazione punta a dare vita a un colosso europeo del credito da oltre 27 milioni di clienti, 1.700 miliardi di euro di masse finanziarie e un target di utile netto superiore a 16 miliardi nel 2029. A regime sono stimate sinergie ante imposte per 2,9 miliardi all’anno. La gemma strategica dell’acquisizione è rappresentata dall’integrazione di Mediobanca — controllata da Mps — che porta in dote il comparto dell’investment banking e la strategica partecipazione in Assicurazioni Generali.
Per prevenire i rilievi dell’Antitrust, Intesa ha già siglato un accordo vincolante con Unipol, guidata da Carlo Cimbri, per la cessione di un perimetro autonomo composto da 635 filiali Mps a un valore cash compreso tra 3 e 3,5 miliardi di euro, asset destinati a confluire in BPER Banca.
La controreplica industriale e il nodo Consob
Il blitz di Messina neutralizza, nei fatti, la proposta non sollecitata di merger of equals (fusione tra pari) avanzata da Banco Bpm. Il piano dell’amministratore delegato Giuseppe Castagna mirava a creare un polo da 50 miliardi di capitalizzazione e 6 miliardi di utile, ma si trova ora a competere con una macchina societaria già avviata.
Il consiglio di amministrazione di Mps, presieduto da Cesare Bisoni, ha avviato l’esame di entrambi i dossier con il supporto degli advisor Ubs e BofA Securities. Nel frattempo, la proposta di Banco Bpm è finita sotto la lente della Consob. L’associazione dei consumatori Assoutenti, guidata da Gabriele Melluso, ha infatti presentato un esposto all’autorità di vigilanza contestando una potenziale asimmetria informativa. Sotto accusa è la comunicazione dei target finanziari di Banco Bpm — tra cui 1,1 miliardi di sinergie — senza aver prima specificato l’esatta meccanica societaria dell’aggregazione.
Per ulteriori aggiornamenti su questo argomento, aggiungi Benzinga Italia ai tuoi preferiti oppure seguici sui nostri canali social: X e Facebook.
Ricevi informazioni esclusive sui movimenti di mercato 30 minuti prima degli altri trader
La prova gratuita di 14 giorni di Benzinga Pro, disponibile solo in inglese, ti permette di accedere ad informazioni esclusive per poter ricevere segnali di trading utilizzabili prima di milioni di altri trader. CLICCA QUI per iniziare la prova gratuita.
Foto: Shutterstock
