Seduta ad alta tensione per Leonardo S.p.A. a Piazza Affari. Il titolo del colosso della difesa e dell’aerospazio ha registrato una flessione del 7%, scivolando a 57,4 euro, in netta controtendenza rispetto all’indice FTSE MIB che, nello stesso arco temporale, guadagnava l’1%.
A innescare l’ondata di vendite non sono stati i fondamentali industriali — giudicati solidi dal mercato — ma le indiscrezioni confermate da Bloomberg circa il mancato rinnovo dell’Amministratore Delegato Roberto Cingolani da parte del governo Meloni. L’uscita del manager, prevista per l’assemblea del prossimo 7 maggio, introduce un elemento di incertezza strategica che gli investitori stanno scontando immediatamente.
Il paradosso dei numeri: record e sovraperformance
La reazione negativa della Borsa appare strettamente legata all’assenza di una motivazione industriale per il cambio della guardia. Sotto la gestione Cingolani, Leonardo ha vissuto una fase di espansione senza precedenti:
- Ricavi: cresciuti da 15,2 a 19,5 miliardi di euro in tre anni.
- Utili: raddoppiati, passando da 658 milioni a 1,2 miliardi di euro.
- Performance azionaria: il titolo ha messo a segno un rialzo del 420% nel triennio, surclassando competitor diretti come Airbus (+20%) e BAE Systems (+52%).
Il “Mosaico” delle alleanze a rischio
Il vero timore degli investitori riguarda la tenuta delle partnership internazionali. Cingolani ha posizionato Leonardo come perno della difesa europea attraverso collaborazioni cruciali:
- Difesa terrestre: sinergie con la tedesca Rheinmetall per i sistemi corazzati.
- Sistemi missilistici: consolidamento in MBDA con Airbus e BAE Systems.
- Spazio: razionalizzazione delle joint venture con Thales.
- Droni: collaborazione con la turca Baykar.
Un cambio al vertice in questa fase potrebbe rallentare l’integrazione di questi progetti, aumentando il profilo di rischio per gli azionisti istituzionali.
La successione: tre nomi sul tavolo del Governo
Secondo fonti vicine all’esecutivo, la rosa dei candidati per la successione riflette diverse visioni strategiche:
- Stefano Donnarumma: attuale AD di Ferrovie dello Stato, profilo con solida esperienza nelle partecipate pubbliche.
- Alessandro Ercolani: manager proveniente da Rheinmetall Italia, con competenze specifiche nella difesa terrestre.
- Lorenzo Mariani: condirettore generale di Leonardo, rappresenterebbe la scelta della continuità interna.
“Il mancato rinnovo di Cingolani è una scelta non gradita al mercato,” commentano gli analisti di Intermonte. “Introduce incertezza in un settore dove stabilità e visibilità sono fattori chiave, specialmente alla luce delle attuali tensioni geopolitiche.”
Per ulteriori aggiornamenti su questo argomento, aggiungi Benzinga Italia ai tuoi preferiti oppure seguici sui nostri canali social: X e Facebook.
Ricevi informazioni esclusive sui movimenti di mercato 30 minuti prima degli altri trader
La prova gratuita di 14 giorni di Benzinga Pro, disponibile solo in inglese, ti permette di accedere ad informazioni esclusive per poter ricevere segnali di trading utilizzabili prima di milioni di altri trader. CLICCA QUI per iniziare la prova gratuita.
Foto: Shutterstock
