Il nuovo piano industriale di Banca Monte dei Paschi di Siena apre una fase inedita per il gruppo e, più in generale, per il sistema bancario italiano. Dopo l’adesione massiccia all’offerta su Mediobanca, l’istituto senese mette sul tavolo un progetto che mira a creare un operatore di dimensioni nazionali, capace di competere con i principali player del Paese. La fusione con Mediobanca rappresenta il perno dell’operazione: un’integrazione che, secondo le stime interne, libererà sinergie da 700 milioni di euro una volta a regime.
Il nuovo perimetro societario, come riportato dal Il Sole 24 Ore, punta a valorizzare le attività a maggiore contenuto commissionale, un’area che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più centrale nei modelli di business bancari. Wealth management, consulenza finanziaria, corporate banking e private banking dovrebbero arrivare a generare quasi la metà dei ricavi complessivi del gruppo pro‑forma, segnando un cambio di passo rispetto al passato.
Obiettivi finanziari più ambiziosi e un profilo patrimoniale stabile
La banca prevede un’evoluzione significativa dei principali indicatori economici entro il 2030. Il margine di intermediazione è atteso in crescita fino a 9,5 miliardi di euro, mentre l’utile netto adjusted dovrebbe raggiungere 3,7 miliardi, sostenuto da una maggiore efficienza operativa e da un cost/income ratio in discesa al 38%.
Sul fronte patrimoniale, il gruppo punta a mantenere un CET1 ratio intorno al 16% lungo tutto l’orizzonte del piano, con una politica di distribuzione che prevede un payout del 100% e 16 miliardi di euro di ritorni cumulati agli azionisti.
Le linee di business e il contributo alla crescita
La crescita attesa non sarà uniforme, ma distribuita tra le diverse divisioni operative.
- Il Retail & Commercial Banking dovrebbe beneficiare dell’ampliamento degli impieghi, previsti in aumento fino a 82 miliardi.
- Il Consumer Finance, attraverso Compass, punta a rafforzare la propria presenza con ricavi stimati a 1,7 miliardi e un miglioramento del profilo di efficienza.
- L’area Asset Gathering & Wealth Management mira a superare i 185 miliardi di masse totali, mentre il Private Banking punta a un incremento dei ricavi fino a 900 milioni.
- Nel Corporate & Investment Banking, il margine di intermediazione è atteso a 1,3 miliardi, mentre il comparto Principal Investing, sostenuto anche dalla partecipazione in Assicurazioni Generali, dovrebbe contribuire con circa 800 milioni.
Il piano, nel suo complesso, delinea un gruppo più grande, più diversificato e con una redditività potenzialmente superiore rispetto al passato.
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