Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS) si prepara a voltare definitivamente pagina, lasciandosi alle spalle l’era della “sorveglianza speciale” per abbracciare una strategia da player aggressivo del mercato. L’appuntamento cruciale è fissato per il 4 febbraio 2026, quando l’assemblea straordinaria a Siena voterà un pacchetto di modifiche statutarie destinate a ridefinire il peso della banca nel panorama europeo.
Più utili agli azionisti: la svolta del pay-out
Il pilastro finanziario della riforma riguarda la gestione dei profitti, come riportato da Italia-Informa. Rocca Salimbeni propone di abbattere gli accantonamenti obbligatori, riducendo la quota destinata alla riserva legale dal 10% al minimo di legge del 5% e cancellando del tutto la riserva statutaria aggiuntiva.
Questa mossa libera una potenza di fuoco notevole per la remunerazione del capitale. Con riserve che al 30 settembre 2025 superavano complessivamente gli 1,3 miliardi di euro, la banca punta a un pay-out ambizioso, potenzialmente fino al 100% dell’utile netto. Il messaggio agli investitori è limpido: la solidità patrimoniale è ormai tale da permettere di premiare generosamente chi ha scommesso sul rilancio dell’istituto.
Governance e bonus: caccia ai talenti con il rapporto 2:1
Sul fronte della gestione interna, MPS mira a colmare il gap competitivo con i grandi rivali nazionali e internazionali. La proposta più discussa riguarda il raddoppio della parte variabile della remunerazione dei manager: il rapporto tra bonus e stipendio fisso potrà passare dall’attuale 1:1 fino a un massimo di 2:1.
L’obiettivo dichiarato dal CEO Luigi Lovaglio e dal presidente Nicola Maione è dotare la banca di leve gestionali moderne per attrarre e trattenere figure chiave, superando i rigidi vincoli post-aiuti UE. In un settore bancario sempre più dinamico, MPS vuole agire come una “public company” capace di legare i compensi alle performance reali e alla sostenibilità di lungo periodo.
Il nuovo risiko: la lista del Consiglio e Mediobanca
La riforma tocca anche i gangli vitali del potere. MPS intende introdurre la facoltà per il board uscente di presentare una propria lista di candidati per il rinnovo del vertice, allineandosi alla Legge Capitali.
Questa evoluzione della governance non è neutra: arriva mentre l’istituto consolida la sua posizione dopo l’operazione su Mediobanca e osserva con attenzione le mosse sul fronte Banco BPM. Con uno statuto più flessibile e una maggiore libertà di manovra finanziaria, il Monte dei Paschi si candida a essere non più una preda, ma un protagonista attivo del prossimo risiko bancario italiano.
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