Lo stabilimento Stellantis di Mirafiori affronta una revisione al ribasso delle proprie prospettive occupazionali e industriali per il 2026. La Fiat 500 ibrida, indicata dal management come il pilastro fondamentale per il rilancio produttivo del polo torinese, sta registrando volumi di richiesta inferiori alle attese, allontanando il traguardo delle 100.000 unità annue inizialmente stimato dal gruppo automobilistico.
I numeri della frenata: produzione dimezzata
Emanuele Cappellano, direttore operativo di Stellantis per l’Europa allargata, ha ammesso che l’obiettivo delle 100.000 vetture appare difficile da raggiungere, confermando che le 15.000 unità assemblate nel primo trimestre dell’anno riflettono l’esatto andamento degli ordini reali.
A fronte di un piano originario che prevedeva una quota di 120.000 Fiat 500 complessive (tra alimentazione ibrida ed elettrica), le proiezioni attuali fornite da fonti interne e analisti di mercato delineano uno scenario decisamente più conservativo:
- I volumi realistici per la versione ibrida sono stimati tra le 50.000 e le 60.000 unità.
- Le varianti completamente elettriche (Full Electric) potrebbero fermarsi in una forchetta compresa tra i 5.000 e i 10.000 veicoli.
Questo riallineamento si traduce in una contrazione dell’output complessivo compresa tra il 40% e il 50% rispetto ai programmi industriali comunicati a inizio anno. I dati relativi alle immatricolazioni in Italia certificano la debolezza della domanda, con sole 7.293 Fiat 500 registrate nei primi cinque mesi dell’anno. La flessione rischia di condizionare l’efficacia del piano di assunzioni della societa, che prevedeva l’ingresso di oltre 400 giovani lavoratori nell’area torinese.
Nessun nuovo modello all’orizzonte
A complicare il quadro per le rappresentanze sindacali si aggiunge la conferma, da parte dei vertici societari, che non sono previsti investimenti per l’introduzione di ulteriori e inediti modelli sulla linea di Mirafiori nel medio periodo. Le attività dello stabilimento piemontese rimarranno rigidamente concentrate sul mantenimento delle attuali carrozzerie della citycar, vincolando il destino occupazionale della fabbrica all’andamento commerciale della 500.
Nonostante le difficoltà strutturali del polo torinese, Stellantis evidenzia comunque una solida performance commerciale complessiva sul mercato italiano: a maggio le immatricolazioni del gruppo sono cresciute del 9,9% a 43.426 unità, consolidando una quota di mercato aggregata pari al 31,6% nei primi cinque mesi del 2026.
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