Le grandi manovre dell’automotive globale si spostano sulla filiera dei fornitori. Secondo indiscrezioni finanziarie rilanciate da Bloomberg, Stellantis e Nissan avrebbero avviato trattative congiunte per rilevare gli asset strategici di Marelli Holdings, il colosso della componentistica nato nel 2019 dalla fusione tra l’italiana Magneti Marelli e la giapponese Calsonic Kansei sotto l’egida del fondo KKR.
Il piano di riorganizzazione e la spartizione degli asset
L’operazione si prospetta come una vera e propria spartizione geografica e industriale per scongiurare la liquidazione della società, che ha presentato istanza di fallimento negli Stati Uniti attraverso la procedura di Chapter 11. I dettagli negoziali indicano che Stellantis punta ad acquisire il business delle sospensioni di Marelli operante in Italia, Polonia, Brasile e Messico. Al contrario, Nissan è focalizzata sul rilevamento delle attività in Giappone, con particolare interesse per il comparto degli interni automobilistici (cockpit).
Il coinvolgimento diretto dei due costruttori non è unicamente di natura commerciale: sia Stellantis che Nissan figurano infatti tra i principali creditori non garantiti di Marelli nei documenti depositati presso il tribunale fallimentare statunitense. Al momento, i portavoce delle tre compagnie hanno preferito non rilasciare dichiarazioni ufficiali. Nelle stesse ore, l’incertezza del comparto si è riflessa sul listino milanese, dove il titolo Stellantis ha registrato in apertura una flessione del 2%, scivolando sotto la soglia psicologica dei 5 euro.
I fattori della crisi: dai problemi di supply chain al Chapter 11
Marelli, che produce anche sistemi climatici ed elettronica per auto, è entrata in crisi a causa del rallentamento delle vendite dei suoi principali clienti nei mercati chiave, a cui si sono sommati l’introduzione di dazi doganali e i persistenti colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento ereditati dal periodo post-pandemico.
La protezione del Chapter 11 garantisce temporaneamente a Marelli la continuità delle operazioni quotidiane, congelando le pretese dei creditori. L’azienda stima di uscire dallo stato di insolvenza entro la fine dell’anno corrente sotto il controllo dei suoi principali finanziatori senior, tra cui i fondi Strategic Value Partners, MBK Partners, Fortress Investment Group e Polus Capital Management. Resta tuttavia da monitorare l’impatto sul tessuto industriale italiano, dove lo storico marchio Magneti Marelli opera fin dal 1919.
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