Le azioni UniCredit mostrano oggi un lieve ripiegamento a Piazza Affari, con una flessione dello 0,8% che porta il prezzo a 70,93 euro. In una seduta segnata da una moderata volatilità per il comparto bancario europeo, la contrazione odierna appare come una fisiologica presa di beneficio dopo un rally che ha visto il titolo crescere del 67% su base annua, consolidando la sua posizione tra i top performer dell’area euro.
Nonostante il segno meno di oggi, il trend strutturale di Piazza Gae Aulenti resta orientato al rialzo, sostenuto da una gestione del capitale che continua a raccogliere il plauso degli investitori istituzionali.
Mediobanca vede un upside del 20%: rating Outperform confermato
A dare manforte alla tesi rialzista, come riportato da Borsa Inside, ci ha pensato oggi Mediobanca, che ha ribadito il giudizio Outperform su UniCredit, alzando il target price da 80 a 86 euro. Gli analisti di Piazzetta Cuccia motivano la revisione con una fiducia crescente nella sostenibilità degli utili e nella resilienza del modello di business guidato da Andrea Orcel.
La banca milanese ha evidenziato come UniCredit goda di una struttura dei costi rigorosa e di una qualità degli attivi che permette di minimizzare le rettifiche su crediti. Tuttavia, il vero catalizzatore resta la generosa remunerazione degli azionisti: il mix tra dividendi elevati e piani di buyback aggressivi continua a rappresentare un “unicum” nel panorama bancario continentale, rendendo il titolo una scelta privilegiata per chi cerca rendimenti totali consistenti.
Consensus 2025: verso utili record sopra i 10 miliardi
Le prospettive per l’esercizio in corso restano brillanti. Secondo l’ultimo consensus elaborato da 16 broker internazionali, UniCredit dovrebbe chiudere il 2025 con un utile netto contabile di 10,71 miliardi di euro, superando i già eccellenti risultati del 2024.
Per il solo quarto trimestre 2025, si stima un utile netto di 1,74 miliardi, in crescita rispetto agli 1,56 miliardi dello scorso anno. Nonostante la progressiva normalizzazione dei tassi di interesse possa erodere leggermente il margine di intermediazione (previsto a 24,8 miliardi su base annua), la banca compensa con una solidità patrimoniale invidiabile, testimoniata da un CET1 ratio atteso al 14,5%.
Sul fronte cedole, gli analisti prevedono per il 2026 un dividendo di 3,22 euro per azione relativo ai risultati 2025. Sebbene la stima sia leggermente inferiore ai 3,3 euro ipotizzati in precedenza, il rendimento (dividend yield) ai prezzi attuali resta estremamente attrattivo, attestandosi intorno al 4,5%.
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