Concluso un 2025 segnato da continue incertezze operative, il nuovo anno si prospetta come il momento della verità per le ambizioni di UniCredit. Andrea Orcel, spesso paragonato a un top player per la sua aggressività sul mercato, punta ora a impiegare le massicce riserve di liquidità accumulate per consolidare il peso politico e industriale del gruppo, garantendo al contempo rendimenti elevati ai propri soci.
La potenza di fuoco oltre i veti politici
Nonostante la solidità patrimoniale, il cammino di Piazza Gae Aulenti è stato ostacolato da barriere istituzionali. La rinuncia al dossier Banco BPM nell’estate del 2025, forzata dai paletti governativi legati all’esercizio del golden power, ha innescato una frizione diplomatica che ha richiesto l’intervento delle autorità europee. Parallelamente, sul fronte estero, la resistenza di Berlino verso un takeover su Commerzbank rimane alta, con governo e sindacati tedeschi schierati a difesa dell’indipendenza dell’istituto.
Mps e la galassia Delfin: il nuovo baricentro
Il cuore del nuovo risiko si è spostato su Monte dei Paschi di Siena (Mps). Siena non è più solo un asset bancario, ma un crocevia strategico che conduce a Mediobanca e, di riflesso, a Generali. Il fattore chiave in questa partita è il ruolo di Delfin: la finanziaria della famiglia Del Vecchio ha consolidato la propria posizione come principale azionista di Mps con una quota del 17,533%, scavalcando sia i grandi investitori privati che il Ministero dell’Economia, ormai sceso a una partecipazione marginale.
L’operatività di Orcel potrebbe assumere due forme:
- Ingresso chirurgico: L’acquisizione di una quota strategica mirata a ottenere un peso determinante nella governance, evitando di scatenare reazioni ostili immediate da parte del mercato o della politica.
- Azione muscolare: Puntare a una soluzione di mercato totale, opzione che però richiede una complessa regia politica.
Mentre il ministro Giancarlo Giorgetti ribadisce che ogni mossa del Tesoro seguirà una logica strategica e non di sola cassa, UniCredit ha dimostrato rapidità d’esecuzione in Grecia, portando la partecipazione in Alpha Bank al 29,8% nel gennaio 2026. La sfida per Orcel resta il bilanciamento tra l’aggressività del mercato e la diplomazia con Palazzo Chigi per sedersi al tavolo che conta.
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Foto: Freedomz via Shutterstock
