L’inflazione è rimasta stabile a dicembre, con i nuovi dati che mostrano pressioni sui prezzi ancora saldamente al di sopra dell’obiettivo del 2% della Fed, pur senza registrare un’accelerazione verso la fine dell’anno.
L’indice dei prezzi al consumo è salito del 2,7% su base annua a dicembre, secondo i dati rilasciati martedì dal Bureau of Labor Statistics. Il dato ha confermato le aspettative degli economisti ed è rimasto invariato rispetto a novembre.
Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,3%, anch’essi in linea con le previsioni.
In una sorpresa positiva, l’inflazione “core”, che esclude le componenti alimentari ed energetiche, si è attestata al 2,6%, risultando inferiore alla stima del 2,7%.
Dove i prezzi sono aumentati e dove sono scesi
I costi degli alloggi sono cresciuti dello 0,4% a dicembre, rappresentando il principale fattore dell’incremento mensile dei prezzi complessivi.
I prezzi dei generi alimentari sono saliti dello 0,7%, con guadagni equivalenti sia per il consumo domestico che fuori casa. Anche i prezzi dell’energia si sono mossi al rialzo, crescendo dello 0,3% nel corso del mese.
Gli indici che hanno registrato un aumento mensile includono attività ricreative, tariffe aeree, assistenza medica, abbigliamento, cura della persona e istruzione. Al contrario, sono calati i prezzi per comunicazioni, auto e camion usati, oltre a arredamento e gestione della casa.
“I numeri più contenuti delle attese provengono dal lato dei beni”, ha dichiarato Tiffany Wilding, managing director ed economista presso PIMCO.
Ciò potrebbe indicare che le aziende abbiano mantenuto stabili i prezzi durante la stagione dello shopping natalizio per proteggere la quota di mercato, con eventuali aumenti legati ai dazi che potrebbero manifestarsi più avanti nel corso dell’anno.
L’esperta ha aggiunto che, nonostante i dati favorevoli sull’inflazione, persistono ancora distorsioni legate allo shutdown governativo.
Reazioni del mercato
I futures azionari statunitensi si sono mossi al rialzo nelle contrattazioni pre-market di New York, con i contratti sull’S&P 500 in crescita dello 0,3% mentre Wall Street puntava verso nuovi massimi storici all’apertura.
Il dollaro statunitense si è ulteriormente indebolito, estendendo le perdite di lunedì in un contesto di rinnovata pressione politica sulla Federal Reserve.
I rendimenti dei Treasury sono scesi leggermente, con il rendimento del decennale in calo di 2 punti base al 4,17%.
I futures sulla Fed scontano una probabilità del 95% che i tassi di interesse rimangano invariati nella riunione del 28 gennaio, secondo il CME FedWatch. I dati moderati sull’inflazione hanno rafforzato le aspettative di due tagli dei tassi nel corso dell’anno.
L3Harris Technologies Inc (LHX) ha guidato i rialzi dell’S&P 500 nel pre-market, balzando del 10% dopo che il contraente della difesa ha annunciato piani per lo spin-off della sua divisione missilistica in una nuova società quotata. L’unità sarà sostenuta da un investimento del Pentagono da 1 miliardo di dollari, con un’IPO prevista per la fine del 2026.
Delta Air Lines Inc (DAL) è rimasta indietro, cedendo il 4% dopo che i ricavi del quarto trimestre sono risultati leggermente inferiori alle previsioni di Wall Street.
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