L’inflazione negli Stati Uniti ha registrato un rallentamento superiore alle aspettative nel mese di novembre, rafforzando la fiducia degli investitori in un allentamento delle pressioni sui prezzi e alimentando le aspettative che il ciclo di allentamento della Federal Reserve possa proseguire fino al 2026.
L’indice dei prezzi al consumo è aumentato del 2,7% su base annua nel novembre 2025, secondo quanto riportato giovedì dal Bureau of Labor Statistics.
Il dato ha segnato un forte calo rispetto al 3% di settembre ed è risultato inferiore alle aspettative degli economisti, che prevedevano un aumento del 3,1%.
Anche l’inflazione core, che esclude alimentari ed energia, ha sorpreso al ribasso. L’indice dei prezzi al consumo core è aumentato del 2,6% su base annua, al di sotto delle previsioni del 3% e raggiungendo il tasso più basso dal marzo 2021.
L’inflazione dei servizi ha mostrato timidi segnali di raffreddamento. I prezzi, esclusi i servizi energetici, sono aumentati del 3% su base annua, in calo rispetto al dato precedente. I costi degli alloggi, che rappresentano quasi un terzo del paniere dell’IPC, sono aumentati del 3%, registrando anch’essi un leggero calo.
Il rapporto non includeva le variazioni mensili dell’IPC complessivo o core. La pubblicazione dei dati sull’inflazione di ottobre è stata annullata a causa della chiusura del governo e il Bureau of Labor Statistics ha dichiarato di non essere in grado di raccogliere retroattivamente i dati necessari.
Prima della pubblicazione, i mercati obbligazionari scontavano una modesta probabilità di un taglio dei tassi di 25 punti base nella riunione della Federal Reserve del 28 gennaio.
Reazioni del mercato: rialzo delle azioni, calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro
Giovedì le azioni statunitensi hanno proseguito il loro rialzo rispetto al trading pre-market, poiché l’inflazione inferiore alle attese ha rafforzato il sentiment di propensione al rischio già alimentato dalla pubblicazione dei risultati eccezionali di Micron Technology Inc. (MU).
Prima dell’apertura delle contrattazioni, i futures sull’S&P 500 sono saliti dell’1%, mentre quelli sul Nasdaq 100 hanno registrato un aumento dell’1,8%. L’iShares Semiconductor ETF (SOXX) ha registrato un balzo del 3,7%, recuperando completamente le perdite di martedì.
Il dollaro statunitense si è indebolito a causa del forte calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro su tutta la curva. Il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni è sceso di 4 punti base al 4,11%.
Il prezzo dell’oro è rimasto pressoché invariato a 4.335 dollari l’oncia, mentre il Bitcoin (BTC) è salito del 2,7% a quasi 89.000 dollari.
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