Bill Gates afferma di essere ancora ottimista riguardo al futuro, ma questa volta ha introdotto delle “clausole di esclusione della responsabilità”.
Nella sua ultima lettera annuale “The Year Ahead“, pubblicata su GatesNotes la scorsa settimana, il co-fondatore di Microsoft e filantropo ha esposto quello che definisce un “ottimismo con note a piè di pagina”. In cima a queste note: l’intelligenza artificiale e il profondo impatto che, a suo avviso, sta già avendo sul mondo del lavoro.
“Le capacità dell’IA ci permetteranno di produrre molti più beni e servizi con meno lavoro”, ha scritto Gates. “Stiamo già iniziando a vedere l’impatto dell’IA sul mercato del lavoro e penso che questo impatto crescerà nei prossimi cinque anni”.
Gates, che ha trascorso gran parte dell’ultimo decennio ad avvertire il mondo sulle pandemie, sulla disuguaglianza energetica e ora sullo sconvolgimento causato dall’IA, non sta speculando su un futuro lontano. Egli indica cambiamenti nel mondo reale già in atto, specialmente nello sviluppo del software, dove gli strumenti di IA hanno raddoppiato la produttività di molti lavoratori e ridotto drasticamente il costo della produzione di codice.
Sebbene l’automazione nei magazzini e nel servizio clienti sia leggermente più indietro, Gates avverte che questi settori sentiranno presto gli effetti man mano che l’IA migliorerà.
Ma la sua affermazione più eclatante potrebbe essere quella successiva: “Man mano che l’IA realizzerà il suo potenziale, potremmo ridurre la settimana lavorativa o persino decidere che ci sono aree in cui non vogliamo utilizzare l’intelligenza artificiale”.
L’idea che la società possa alla fine accorciare la settimana lavorativa per assorbire lo sconvolgimento del lavoro — senza collassare nella disoccupazione di massa — non è nuova. Tuttavia, il fatto che Gates la presenti come una possibilità concreta nel breve termine segnala la crescente sensazione che i mercati del lavoro tradizionali non riusciranno a tenere il passo con la velocità di cambiamento dell’IA.
“Anche se la transizione dovesse richiedere più tempo del previsto”, ha scritto, “dovremmo utilizzare il 2026 per prepararci a questi cambiamenti, incluse le politiche che aiuteranno meglio a diffondere la ricchezza e a gestire l’importante ruolo che il lavoro svolge nella nostra società”.
È interessante notare che Gates non sostiene il reddito di base universale o alcun singolo meccanismo di ridistribuzione. Al contrario, lascia la strada aperta, riconoscendo che “partiti politici diversi suggeriranno probabilmente approcci diversi”.
Egli inquadra la sfida non come un tentativo di fermare l’IA, ma come la gestione dei suoi rischi. In una frase che riecheggia il suo TED talk del 2015 sulle pandemie, Gates avverte che uno dei maggiori pericoli a breve termine non è la perdita di posti di lavoro o robot ribelli, bensì il bioterrorismo. “Un rischio ancora maggiore di una pandemia causata naturalmente è che un gruppo non governativo utilizzi strumenti di IA open source per progettare un’arma bioterroristica”, ha scritto, chiedendo una governance globale più consapevole intorno allo sviluppo dell’IA.
Ciononostante, Gates sostiene che il potenziale positivo dell’IA sia enorme. Egli intravede scoperte nell’istruzione personalizzata, nell’accesso alla sanità e nell’innovazione agricola che potrebbero ridurre la disuguaglianza, a patto che i paesi siano disposti a scalare le soluzioni oltre il libero mercato. “Una consulenza medica di alta qualità e sempre disponibile migliorerà la medicina sotto ogni punto di vista”, ha scritto, evidenziando il potenziale dell’IA nell’aiutare i pazienti anche nelle aree più remote.
Tuttavia, quel futuro, afferma, non arriverà da solo. “Tra tutte le cose che gli esseri umani hanno mai creato, l’IA cambierà maggiormente la società”, ha scritto Gates. “Aiuterà a risolvere molti dei nostri problemi attuali, portando al contempo nuove sfide molto diverse dalle innovazioni passate”.
Quanto al motivo per cui rimane fiducioso in un’epoca di crescente polarizzazione e incertezza sistemica, Gates ne attribuisce il merito a due fattori: lungimiranza e compassione.
“La nostra capacità di anticipare i problemi e prepararci a essi”, ha scritto, “e la nostra capacità di prenderci cura l’uno dell’altro… sono ciò che mi dà speranza mentre l’anno ha inizio”.
Mentre l’IA rimodella il mercato del lavoro e comprime la domanda di lavoro umano, alcuni investitori si rivolgono a strategie a lungo termine che non dipendono dall’impiego tradizionale o dai cicli dei mercati pubblici.
Piattaforme come Fundrise offrono accesso agli investimenti tecnologici privati, consentendo ai singoli di sostenere aziende in fase di innovazione prima ancora che vengano quotate in borsa. Con un investimento minimo di soli 10 dollari, Fundrise permette ai comuni investitori di diversificare in uno spazio un tempo riservato alle istituzioni, offrendo loro un’esposizione verso il tipo di aziende tecnologiche che contribuiscono a plasmare il futuro descritto da Gates.
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