Ecco gli ultimi sviluppi del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran alle ore 3:30 (ET) di lunedì, mentre la crisi entra nel suo ventiquattresimo giorno.
Un portavoce militare iraniano, Ebrahim Zolfaqari, avrebbe avvertito che l’Iran colpirà le infrastrutture energetiche, informatiche e idriche degli Stati Uniti e dei loro alleati qualora le proprie strutture venissero attaccate.
La minaccia fa seguito alle dichiarazioni del Presidente Donald Trump, il quale ha affermato che gli Stati Uniti colpiranno le centrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto entro 48 ore. Nel frattempo, il dispiegamento di forze militari statunitensi nella regione ha alimentato i timori di un’ulteriore escalation.
Gli Stati Uniti rilevano una riduzione nella scala degli attacchi iraniani
Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), ha dichiarato a Iran International che l’Iran sta colpendo sempre più obiettivi civili per disperazione, a causa dell’indebolimento delle proprie forze militari. Ha inoltre evidenziato oltre 300 attacchi deliberati nelle ultime settimane e un netto calo nella portata delle offensive, passate da massicce ondate di droni e missili a soli uno o due vettori per volta.
L’IRGC rivendica raid contro basi statunitensi e saudite
Un portavoce legato al Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha riferito che le proprie forze hanno colpito la base aerea Prince Sultan e la Quinta Flotta degli Stati Uniti con missili e droni, citando l’attività militare statunitense presso la base. Separatamente, il movimento Houthi ha rivendicato un attacco con droni contro un sito aerospaziale israeliano nei pressi della base aerea di Ben Gurion, come riportato da Al Jazeera.
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Gli Stati Uniti colpiscono un sito di motori per droni in Iran
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha reso noto che l’esercito americano ha preso di mira un impianto di motori a turbina nella provincia di Qom legato all’IRGC, utilizzato per la produzione di propulsori per droni e componenti aeronautici. Sono state diffuse immagini “prima e dopo” che indicano come il sito sia stato pesantemente danneggiato dai raid aerei.
The Qom Turbine Engine Production Plant produced gas turbine engines for attack drones and aircraft components used by Iran’s Islamic Revolutionary Guard Corps. The photo dated on March 6, 2026 shows the plant before U.S. airstrikes and the second photo shows the plant three days… pic.twitter.com/wCxiE7Qnka
— U.S. Central Command (@CENTCOM) March 23, 2026
La Cina punta al petrolio iraniano dopo la deroga statunitense
Secondo quanto riportato lunedì da Bloomberg, le raffinerie statali cinesi stanno valutando l’acquisto di greggio dall’Iran dopo che gli Stati Uniti hanno concesso una deroga alle sanzioni di 30 giorni per allentare i colli di bottiglia nell’offerta globale. Nel frattempo, la National Iranian Oil Company e vari intermediari starebbero contattando con discrezione gli acquirenti asiatici.
Patto per l’approvvigionamento energetico tra Australia e Singapore
Australia e Singapore hanno concordato di intensificare il coordinamento per garantire forniture ininterrotte di diesel e gas naturale liquefatto (GNL) a fronte del conflitto in corso che coinvolge l’Iran. L’accordo si focalizza inoltre sul rafforzamento delle catene di approvvigionamento energetico, sulla promozione delle energie rinnovabili e sul mantenimento dei flussi commerciali aperti.
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Foto: Checkin/Shutterstock
