Secondo quanto riportato martedì dalla CNN, recenti scoperte da parte delle agenzie di intelligence statunitensi suggerirebbero che l’Iran sia ora in grado di chiudere lo Stretto di Hormuz a piacimento, indipendentemente dall’accordo quadro previsto per la firma venerdì a Ginevra.
Se i negoziati dovessero fallire, l’Iran starebbe valutando un’”opzione nucleare” in ambito economico, utilizzando gli Houthi per interrompere la navigazione attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb, una rotta commerciale critica che collega il Mar Rosso all’Oceano Indiano, minacciando potenzialmente il commercio globale.
Secondo il rapporto, le agenzie di intelligence ritengono che questo nuovo potere acquisito potrebbe avere implicazioni di vasta portata per l’economia globale. “Abbiamo consegnato all’Iran il controllo di fatto dello stretto: un’arma più potente di qualsiasi ordigno nucleare”, ha riferito una fonte alla CNN.
L’Iran ha inoltre dimostrato di poter condurre attacchi di precisione sulle infrastrutture energetiche delle nazioni del Golfo, fornendo a Teheran un’ulteriore potente leva per perseguire i propri interessi strategici. La sua capacità di utilizzare lo stretto come arma è rafforzata da un sostanzioso arsenale che include missili, droni e imbarcazioni piccole e veloci.
Tuttavia, un alto funzionario statunitense ha dichiarato alla testata che l’Iran non potrà trarre “alcun beneficio” dall’accordo a meno che lo stretto non rimanga aperto e Teheran rispetti i termini concordati. Ha aggiunto che Washington allenterà gradualmente il proprio blocco solo quando Teheran ripristinerà la navigazione attraverso lo stretto, indicando che gli Stati Uniti manterranno una posizione di forza durante tutto il processo.
La Casa Bianca non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento da parte di Benzinga.
Tre petroliere iraniane sfidano il blocco statunitense
Lo Stretto di Hormuz è una rotta commerciale globale vitale, responsabile di oltre un quinto della fornitura mondiale di greggio. Secondo un rapporto della CNBC di mercoledì, tre petroliere iraniane che trasportano quasi cinque milioni di barili di greggio sono riuscite recentemente a eludere il blocco della Marina statunitense nello Stretto di Hormuz.
Due superpetroliere sanzionate, di proprietà della National Iranian Tanker Company, la Diona e la Hero 2, hanno superato il blocco della Marina statunitense trasportando complessivamente 3,8 milioni di barili di greggio iraniano, secondo i dati di Kpler. Una terza petroliera legata all’Iran, che trasportava un altro milione di barili di greggio, ha superato il blocco mercoledì.
È degno di nota un rapporto di Reuters di martedì, il quale suggerisce che l’esercito statunitense stia segretamente effettuando trasferimenti di petrolio da nave a nave nel Golfo sin dai primi di maggio. Questa operazione, simile alle tattiche iraniane utilizzate per aggirare le sanzioni, ha permesso il movimento del petrolio nonostante il blocco iraniano e la limitata disponibilità di spedizionieri disposti a operare.
Alle ore 3:24 EDT, il greggio WTI era in calo dell’1,30% a 75,22 dollari al barile, mentre il greggio Brent veniva scambiato in ribasso dello 0,78% a 76,53 dollari al barile.
L’accordo con l’Iran incentrato sul commercio di petrolio e sui fondi
Un rapporto del WSJ di martedì suggerisce che l’accordo USA-Iran consentirebbe a Teheran di riprendere immediatamente le esportazioni di petrolio e carburante, con gli Stati Uniti pronti a concedere deroghe alle sanzioni come incentivo iniziale affinché il Paese attui una de-escalation del conflitto. Le deroghe coprirebbero anche servizi di supporto fondamentali come quelli bancari, di spedizione e assicurativi necessari per facilitare le vendite.
L’accordo quadro includerebbe inoltre la proposta di un fondo di investimento privato da 300 miliardi di dollari, con oltre la metà dei finanziamenti già promessi, per incoraggiare la stipula di un accordo definitivo. Sostenuto da aziende private di tutto il mondo, il fondo investirebbe nei settori iraniani dell’energia, della logistica, della produzione e dei trasporti.
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