Un esperimento dimostra che gli strumenti di intelligenza artificiale, ampiamente pubblicizzati come acceleratori di produttività, potrebbero in realtà rallentare gli sviluppatori di software esperti invece di velocizzarne il lavoro.
L’impatto dell’IA sul completamento delle attività
Nello studio condotto a luglio 2025 dal gruppo di ricerca non-profit Model Evaluation and Threat Research (METR), 16 sviluppatori con una media di cinque anni di esperienza hanno completato 246 attività, metà con l’assistenza dell’IA e metà senza.
Gli sviluppatori hanno utilizzato strumenti come Cursor Pro e Claude 3.5/3.7 Sonnet.
I partecipanti prevedevano che l’IA avrebbe ridotto i tempi di esecuzione del 24%; al contrario, le attività completate con il supporto dell’IA hanno richiesto il 19% di tempo in più rispetto a quelle eseguite senza assistenza.
“Sebbene mi piaccia credere che la mia produttività non ne abbia risentito, non è escluso che l’IA non mi abbia aiutato quanto previsto, o che addirittura abbia ostacolato i miei sforzi”, ha scritto il partecipante Philipp Burckhardt in un post sul blog.
Più tempo dedicato al debugging e all’adattamento del codice
Secondo quanto riferito da Fortune, i ricercatori hanno attribuito questo rallentamento alla mancanza di contesto progettuale da parte dell’IA.
Gli sviluppatori hanno dovuto spesso adattare ed effettuare il debugging dei risultati generati dall’IA, scrivere prompt o attendere l’elaborazione dei dati.
“Sebbene gli output dell’IA siano generalmente utili, gli sviluppatori devono dedicare molto tempo alla pulizia del codice risultante per renderlo effettivamente idoneo al progetto”, ha spiegato l’autore dello studio Nate Rush.
Cresce il dibattito sui reali guadagni di produttività dell’IA
Già lo scorso anno alcune ricerche avevano evidenziato come gli strumenti di IA, pur favorendo la produttività in determinati casi, ponessero nuove sfide ai lavoratori.
Uno studio di Anthropic ha rilevato che Claude Code aiutava a completare più attività e a delegare fino al 20% del lavoro ripetitivo, ma al contempo causava un calo della collaborazione e un’erosione delle competenze, alimentando il timore che l’IA possa rendere superflue alcune figure professionali.
Un’ulteriore indagine condotta su 25.000 dipendenti danesi che hanno utilizzato chatbot di IA tra il 2023 e il 2024 non ha riscontrato cambiamenti significativi nei salari o nelle ore lavorate. Ciò suggerisce che l’IA generativa, come ChatGPT, non abbia ancora prodotto ampi guadagni di produttività e, in certi casi, abbia addirittura aggiunto lavoro extra.
Il senatore Bernie Sanders (I-VT) ha avvertito che l’IA dovrebbe avvantaggiare i lavoratori e non solo i miliardari, citando previsioni secondo cui la tecnologia potrebbe eliminare la metà dei lavori d’ufficio di livello base (entry-level) entro cinque anni.
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