Nella tarda serata di mercoledì, i futures azionari statunitensi hanno mostrato un andamento contrastante a causa dell’escalation delle tensioni tra Washington e Teheran, che ha spinto i prezzi mondiali del petrolio bruscamente al rialzo.
Il prezzo del petrolio impenna mentre Trump mantiene la pressione sull’Iran
Alle 20:34 EDT, i futures sul Dow Jones hanno ceduto 162,00 punti, pari allo 0,33%, attestandosi a 48.850,00; i futures sull’S&P 500 sono invece saliti di 30,00 punti (+0,42%) a 7.198,00, mentre quelli sul Nasdaq 100 sono avanzati di 272,75 punti (+1,00%) raggiungendo quota 27.598,00.
Nel comparto delle materie prime, il greggio WTI è salito dello 0,22% a 107,12 dollari al barile. Il Brent è balzato dell’1,46%, toccando i 119,75 dollari al barile.
I futures sulla benzina RBOB hanno guadagnato lo 0,33% a 3,7535 dollari al gallone, mentre i futures sul gas naturale sono scesi dello 0,53% a 2,633 dollari per MMBtu.
Il combustibile da riscaldamento ULSD ha registrato una lieve flessione dello 0,17%, scendendo a 4,1916 dollari al gallone.
Nel frattempo, l’indice del dollaro statunitense si è attestato a 98,858, in calo dello 0,12%.
I mercati asiatici hanno chiuso contrastati: il Nikkei 225 giapponese ha perso l’1,01% scendendo a 59.312,75, mentre il KOSPI della Corea del Sud ha guadagnato lo 0,31%, portandosi a 6.711,36.
Trump conferma il blocco navale contro l’Iran
Nella giornata di mercoledì, Donald Trump ha ribadito che il blocco rimarrà in atto finché Teheran non accetterà un accordo sul nucleare.
“Il blocco è decisamente più efficace dei bombardamenti”, ha dichiarato Trump ad Axios. “Stanno soffocando come maiali all’ingrasso”.
Giovedì, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha riferito che l’operazione ha bloccato decine di imbarcazioni e fermato circa 69 milioni di barili di petrolio iraniano, privando Teheran di miliardi di dollari in potenziali entrate.
Statement from Adm. Brad Cooper, CENTCOM commander on the success of the U.S. blockade against Iran: pic.twitter.com/78OL04k5cZ
— U.S. Central Command (@CENTCOM) April 29, 2026
L’Iran deride Trump mentre la crisi nello Stretto di Hormuz si aggrava
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ridicolizzato la strategia di Trump, sostenendo che il blocco ha invece alimentato l’impennata dei prezzi globali del greggio.
Incolpando quello che ha definito un pensiero economico statunitense fallace, Ghalibaf ha scritto su X che la “teoria del blocco” di Washington ha spinto il greggio verso i 120 dollari al barile, avvertendo: “Prossima fermata: 140”.
“Il problema non è la teoria, ma la mentalità”, ha affermato Ghalibaf.
3 days in, no well exploded.We could extend to 30 and livestream the well here.
That was the kind of junk advice the US admin gets from people like Bessent who also push the blockade theory and cranked oil up to $120+. Next stop:140. The issue isn’t the theory, it’s the mindset.— محمدباقر قالیباف | MB Ghalibaf (@mb_ghalibaf) April 29, 2026
Ha inoltre respinto le dichiarazioni di Trump secondo cui l’infrastruttura petrolifera iraniana sarebbe sull’orlo del collasso, deridendo le previsioni che davano i pozzi principali fuori uso entro pochi giorni.
Goldman Sachs alza le previsioni sul petrolio per il 2026 causa rischi a Hormuz
In una nota del 26 aprile, l’analista delle materie prime di Goldman Sachs, Daan Struyven, ha innalzato le previsioni della banca sul Brent per il quarto trimestre del 2026 da 80 a 90 dollari, portando inoltre le stime sul WTI da 75 a 83 dollari.
Ogni aggiornamento riflette le aspettative di un’interruzione più prolungata delle attività nello Stretto di Hormuz.
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