All’inizio di questa settimana, la Russia ha sospeso le licenze di esportazione del nitrato di ammonio dal 21 marzo al 21 aprile, ufficialmente per soddisfare il fabbisogno della stagione della semina interna: una mossa che l’economista Steve Hanke definisce un segnale diretto all’Occidente per allentare le sanzioni, pena il blocco dei flussi di fertilizzanti.
Il controllo russo sul mercato
La Russia controlla fino al 40% del commercio globale di nitrato di ammonio, rendendo questo blocco immediatamente critico per le catene di approvvigionamento agricolo mondiale. Sebbene la motivazione ufficiale di Mosca sia la priorità alla semina primaverile, Hanke sostiene che la tempistica e il potere contrattuale siano inseparabili dallo stallo sulle sanzioni.
In un post su X pubblicato mercoledì sera, Hanke ha condiviso l’elenco dei maggiori importatori di nitrato di ammonio, affermando che “le sanzioni dovranno cedere, altrimenti i fertilizzanti non circoleranno”.
Russia stopped exports of ammonium nitrate through April to ensure domestic supply during planting season.
Russia controls a massive portion of global trade in ammonium nitrate at about 40%.
IT LOOKS LIKE MOSCOW IS SAYING SANCTIONS WILL HAVE TO GIVE OR FERTILIZER WON’T FLOW. pic.twitter.com/pEZwZx3Qfc
— Steve Hanke (@steve_hanke) March 26, 2026
Offerta già sotto pressione
La contrazione dell’offerta globale, causata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz — attraverso il quale transita il 24% del commercio mondiale di ammoniaca — ha già teso significativamente i mercati.
Il mese scorso, un attacco di droni ucraini ha messo fuori uso l’impianto Dorogobuzh di Acron, a Smolensk, bloccando circa l’11% della produzione russa di nitrato di ammonio almeno fino a maggio. Anche KuybyshevAzot, un altro importante produttore, ha subito ripetuti attacchi di droni.
A marzo 2026, i prezzi medi dei fertilizzanti sono aumentati del 27%, con i rincari più marcati registrati dai concimi azotati. Gli agricoltori negli Stati Uniti, in America Latina e in Europa affrontano l’aumento dei costi di produzione proprio alla vigilia di finestre critiche per la semina.
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Il ruolo delle sanzioni
Le sanzioni occidentali esentano formalmente i fertilizzanti e il Tesoro degli Stati Uniti ha esplicitamente dichiarato che le esportazioni russe di tali prodotti non sono proibite.
Tuttavia, il regime sanzionatorio complessivo, imposto dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022, ha creato gravi barriere pratiche: i produttori russi di fertilizzanti devono affrontare significative difficoltà logistiche e di pagamento legate all’esclusione dal sistema bancario SWIFT e alla diffusa riluttanza degli assicuratori a coprire le spedizioni.
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