Il Presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno ottenuto una “vittoria totale e completa” dopo aver siglato un accordo di cessate il fuoco di due settimane con l’Iran, ostentando sicurezza sul fatto che la tregua possa condurre a un’intesa più ampia, nonostante restino irrisolte questioni di primaria importanza.
Trump rivendica la vittoria e accenna all’incertezza
In una breve telefonata, rispondendo all’AFP che gli chiedeva se stesse rivendicando la vittoria, Trump ha risposto: “Vittoria totale e completa. Al 100%. Non c’è alcun dubbio”. Ha inoltre aggiunto che l’Iran ha presentato una proposta in 10 punti che ha descritto come una “base operativa su cui negoziare”.
Interpellato sulle sue precedenti minacce di distruggere le centrali elettriche civili e i ponti dell’Iran in caso di fallimento della diplomazia, Trump ha evitato di precisare le mosse future. “Dovrete stare a vedere”, ha dichiarato, secondo quanto riportato dall’AFP.
La riapertura di Hormuz resta il test cruciale
Il cessate il fuoco è stato raggiunto dopo oltre un mese di attacchi che hanno coinvolto gli Stati Uniti e Israele; Reuters e altre testate hanno riferito che il Pakistan ha svolto un ruolo di mediazione centrale nel garantire la pausa nelle ostilità.
Trump ha insistito sull’esistenza di un quadro concreto per un accordo a lungo termine, nonostante la persistente incertezza su come e quando lo Stretto di Hormuz riaprirà completamente al traffico petrolifero. “Abbiamo una transazione in 15 punti, la maggior parte dei quali è stata concordata. Vedremo cosa succederà. Vedremo se si arriverà a dama”, ha affermato. Lo status dello Stretto rimane centrale poiché il braccio di mare gestisce una quota massiccia del commercio mondiale di petrolio via mare, e il cessate il fuoco è stato legato, in parte, all’impegno di Teheran a riaprirlo.
Il ruolo della Cina nelle pressioni sull’Iran
Un’altra questione irrisolta riguarda le scorte di uranio arricchito dell’Iran, preoccupazione cardine in una guerra che, secondo Trump, mirava in parte a garantire che Teheran non potesse mai costruire un’arma nucleare. Trump ha dichiarato che qualsiasi assetto finale di pace affronterà il tema del materiale nucleare, riferendo all’AFP: “La questione sarà risolta perfettamente, altrimenti non avrei accettato l’accordo”, pur senza fornire dettagli. Ha inoltre suggerito che la Cina potrebbe aver contribuito a spingere l’Iran verso i colloqui, rispondendo “Sì, ho sentito così” alla domanda su un eventuale coinvolgimento di Pechino.
Trump è atteso a Pechino a metà maggio per un vertice con il Presidente cinese Xi Jinping, un incontro originariamente pianificato per l’inizio di aprile e poi posticipato dallo stesso Trump, che aveva motivato la scelta con la necessità di rimanere a Washington per supervisionare il conflitto in Iran.
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Foto: Shutterstock / noamgalai
