Lunedì, il Vicepresidente JD Vance ha segnalato una possibile via d’uscita per lo stallo nei negoziati con l’Iran, mentre i mercati si sono mantenuti stabili e i prezzi del petrolio hanno registrato una flessione.
Mercati stabili mentre il greggio scivola sui timori per l’offerta
Alle 20:54 EDT, i futures sul Dow Jones sono saliti di 5,00 punti (0,01%) a quota 48.430,00, mentre i futures sull’S&P 500 hanno guadagnato 3,00 punti (0,04%) attestandosi a 6.925,75. In rialzo anche i futures sul Nasdaq 100, cresciuti di 47,25 punti (0,18%).
Nel comparto delle materie prime, il greggio WTI con consegna a maggio è sceso del 2,81% a 96,30 dollari al barile, mentre i contratti di giugno hanno ceduto il 2,56% a 90,57 dollari.
Il Brent ha perso il 2,61% scendendo a 96,77 dollari al barile. I futures sulla benzina RBOB sono calati dell’1,79% a 3,0601 dollari al gallone, mentre il gas naturale ha registrato una lieve flessione dello 0,49% a 2,614 dollari per MMBtu.
Nel frattempo, l’indice del dollaro statunitense è sceso dello 0,04% a 98,333.
In Asia, il KOSPI sudcoreano è balzato del 3,19% a 5.994,15 punti, mentre il Nikkei 225 giapponese è salito del 2,34% raggiungendo quota 57.836,27.
Vance segnala una possibile svolta condizionata nei colloqui USA-Iran
In un’intervista rilasciata a Fox News, Vance ha dichiarato che una svolta diplomatica con l’Iran rimane a portata di mano, ma solo se Teheran accetterà le richieste fondamentali di Washington sul nucleare.
Se le “linee rosse” americane verranno rispettate, l’accordo potrà rivelarsi “molto, molto vantaggioso per entrambi i paesi”, ha affermato Vance, aggiungendo che la prossima mossa spetta all’Iran.
“Abbiamo messo molto sul tavolo”, ha dichiarato, sottolineando che, sebbene i negoziati abbiano mostrato progressi, non si è ancora giunti a un’intesa definitiva.
“Si sono mossi nella nostra direzione, motivo per cui riteniamo ci siano stati segnali positivi, ma non è stato fatto un passo avanti sufficiente”, ha precisato.
Secondo Vance, gli Stati Uniti insistono su due condizioni chiave: la rimozione dell’uranio arricchito dall’Iran e rigorose misure di verifica per impedire lo sviluppo di armi nucleari.
“La palla è decisamente nel loro campo”, ha ribadito il Vicepresidente.
Gli Stati Uniti aumentano la pressione con la mossa nello Stretto di Hormuz
Le tensioni si sono inasprite dopo che l’amministrazione di Donald Trump ha deciso di bloccare le imbarcazioni collegate all’Iran nei pressi dello Stretto di Hormuz.
La manovra, attuata dopo che i colloqui di Islamabad si sono conclusi senza un accordo, mira a costringere Teheran a tornare al tavolo delle trattative.
Vance ha spiegato che la riapertura dello stretto rappresenta un’aspettativa cruciale legata a un cessate il fuoco precario.
“Dobbiamo vedere lo Stretto di Hormuz completamente aperto”, ha dichiarato, avvertendo che un eventuale fallimento in tal senso potrebbe “cambiare radicalmente il negoziato”.
Nel frattempo, Trump ha dichiarato su Truth Social che qualsiasi imbarcazione iraniana che si avvicinerà al blocco statunitense sarà “immediatamente eliminata”.

L’Iran segnala la volontà di proseguire i colloqui
Il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che Teheran resta aperta a ulteriori discussioni, a condizione che si svolgano all’interno dei quadri giuridici internazionali, secondo quanto riportato da NBC News (citando l’agenzia di stampa ufficiale iraniana YJC).
Egli ha avvertito che minacce come il blocco navale potrebbero destabilizzare il commercio globale, ribadendo che l’Iran preferisce la diplomazia all’escalation.
Leggi anche: Petrolio a 150$: l’allarme di Peter Schiff sul blocco di Hormuz ordinato da Trump
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Foto: Joshua Sukoff via Shutterstock
