Il deposito della documentazione per l’IPO di SpaceX indicherebbe che il fondatore Elon Musk e un ristretto gruppo di insider manterranno un sostanziale controllo dei voti all’interno della società anche dopo la quotazione, garantendosi così un potere decisionale superiore a quello degli altri investitori.
In seguito all’IPO, Musk continuerà a ricoprire le cariche di CEO, CTO e presidente del consiglio di amministrazione, composto da nove membri, secondo quanto riportato martedì da Reuters.
SpaceX intende adottare una struttura azionaria a doppia classe, in cui i detentori di azioni di Classe B disporranno di 10 voti ciascuno, consolidando di fatto il potere nelle mani di Musk e di pochi insider. Le azioni di Classe A, vendute agli investitori pubblici, daranno invece diritto a un solo voto per ogni titolo posseduto.
Il documento depositato include clausole che potrebbero limitare l’influenza degli azionisti sulle elezioni del consiglio di amministrazione e sulle azioni legali; si tratta di una struttura comune nelle aziende tecnologiche guidate dai fondatori, volta a ridurre il potere degli investitori pubblici sulla strategia e sulla gestione aziendale, come riferito da Reuters.
La documentazione, depositata in via riservata all’inizio di questo mese, getta luce sulla salute finanziaria e sulla governance di SpaceX. L’entità combinata ha chiuso il 2025 con 24,8 miliardi di dollari in cassa e un bilancio solido, con 92 miliardi di dollari in attività a fronte di 50,8 miliardi di passività.
Nel frattempo, un altro rapporto pubblicato martedì da The Information rivela che Musk ha rafforzato il proprio controllo su SpaceX acquistando azioni dai dipendenti per un valore di 1,4 miliardi di dollari. Una bozza del prospetto delinea inoltre un piano per assegnargli decine di milioni di azioni supplementari qualora la valutazione della società dovesse raggiungere i 6,6 trilioni di dollari.
SpaceX non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento da parte di Benzinga.
Prospettive rialziste e rischi di valutazione
Il deposito per l’IPO segue l’approvazione di ARK Invest alla valutazione di 1,75 trilioni di dollari di SpaceX in vista della quotazione. La società d’investimento ritiene che tale valore sia giustificato dalla forte crescita di Starlink, dei lanci spaziali e della fusione con xAI. ARK ha evidenziato i vantaggi competitivi duraturi nei settori core e ha definito l’unione con xAI un vantaggio strategico unico, sostenendo inoltre la visione di Musk relativa ai data center orbitali.
D’altro canto, alcuni analisti avvertono che SpaceX potrebbe essere sopravvalutata, suggerendo che gli investitori dell’IPO potrebbero ottenere rendimenti limitati, poiché gran parte del valore sarebbe già stata scontata dai prezzi attuali.
Un rapporto precedente aveva inoltre ipotizzato che SpaceX avesse registrato una perdita di quasi 5 miliardi di dollari lo scorso anno, a fronte di 18,5 miliardi di entrate, includendo i risultati della società di intelligenza artificiale xAI. Le cifre appena rivelate contrastano con le indiscrezioni precedenti che suggerivano profitti per oltre 8 miliardi di dollari.
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