Amazon (AMZN) ha raggiunto un accordo definitivo con l’Agenzia delle Entrate per chiudere i contenziosi fiscali aperti in Italia. L’intesa, che arriva al termine di una complessa indagine coordinata dalla Procura di Milano, prevede un versamento complessivo che, secondo le ultime indiscrezioni, si aggira intorno ai 511 milioni di euro. Una cifra imponente che serve a sanare le contestazioni relative al presunto omesso versamento dell’IVA e alle modalità di gestione della catena logistica.
Il nodo dei “serbatoi di manodopera”
Al centro dell’inchiesta condotta dal pm Paolo Storari e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza, c’era il meccanismo della cosiddetta “somministrazione illecita di manodopera”. Secondo l’accusa, il colosso di Seattle si sarebbe avvalso di una rete di società cooperative e fornitori terzi per la gestione dei servizi di consegna e logistica.
Queste società “serbatoio” avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti o giuridicamente non corrette, permettendo al committente di detrarre l’IVA indebitamente e di abbattere i costi del lavoro, il tutto a danno dell’Erario e dei diritti dei lavoratori. L’accordo odierno sana le annualità pregresse e segna un cambio di passo nella compliance fiscale del gruppo in Italia.
Un segnale per le Big Tech
L’operazione, che secondo alcune fonti avrebbe coinvolto contestazioni originali per oltre 723 milioni di euro (cifra riferibile al potenziale imponibile o alle sanzioni massime iniziali), conferma la linea dura della Procura di Milano contro i giganti della Gig Economy e della logistica.
Non è la prima volta che Amazon finisce nel mirino del fisco italiano: già nel 2017 l’azienda aveva versato 100 milioni di euro per chiudere un accertamento sui prezzi di trasferimento. Con questo nuovo accordo, Amazon segue la scia di altri grandi player del settore (come DHL, GXO e UPS) che negli ultimi mesi hanno dovuto rivedere i propri modelli di business per allinearsi alle normative italiane, internalizzando spesso i dipendenti prima gestiti tramite cooperative esterne.
Per gli investitori, la notizia rimuove un’incognita legale significativa dal bilancio europeo di Amazon, permettendo al management di concentrarsi sull’operatività in un mercato chiave come quello italiano.
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