Bending Spoons (BSP), la tech company italiana specializzata nel rilevamento e nel rilancio di storici marchi digitali in difficoltà, ha messo a segno un debutto storico al Nasdaq. Le azioni della società milanese hanno archiviato la prima seduta a quota 40,50 dollari, registrando un balzo del 39,66% rispetto al prezzo di IPO fissato a 29 dollari. Durante la giornata il titolo ha toccato un picco massimo di 43,98 dollari, segnando un progresso di oltre il 51%.
La capitalizzazione corre e supera i 25 miliardi
L’Offerta Pubblica Iniziale si è chiusa collocando 58 milioni di azioni ordinarie al di sopra della forchetta inizialmente stimata di 26-28 dollari, permettendo una raccolta complessiva di 1,68 miliardi di dollari. L’operazione ha visto la partecipazione di un consorzio bancario internazionale guidato da Goldman Sachs, J.P. Morgan e Allen & Company. Al momento del collocamento la capitalizzazione teorica si attestava a 18,4 miliardi di dollari, ma la fiammata registrata sul listino newyorkese ha proiettato la valutazione di mercato a 25,6 miliardi di dollari (circa 22,6 miliardi di euro).
La quotazione di Bending Spoons rappresenta una delle più rilevanti operazioni societarie dell’anno nel comparto e costituisce un importante indicatore sulla propensione al rischio degli investitori istituzionali nei confronti del settore software, recentemente condizionato dai timori legati all’impatto dei modelli di intelligenza artificiale sui business tradizionali.
Il modello di business e il risiko delle acquisizioni
Fondata nel 2013 da un team di ingegneri under 30 (Luca Ferrari, Francesco Patarnello, Matteo Danieli, Luca Querella e Tomasz Greber), la società ha trasferito il proprio quartier generale a Milano dopo le prime fasi di sviluppo. Sotto la guida del CEO Luca Ferrari, l’azienda si è affermata come un aggregatore software paneuropeo, strutturando una strategia ibrida tra tech e private equity.
Il modello non si focalizza sulla creazione di nuove applicazioni, ma sull’acquisizione di piattaforme sottoperformanti rese profittevoli attraverso l’ottimizzazione dei costi, la ristrutturazione del personale e la revisione delle tariffe.
Il portafoglio del gruppo conta oggi oltre 50 asset aziendali rilevati, tra i quali figurano marchi globali come WeTransfer, Evernote, Vimeo, Meetup, Eventbrite e America Online (AOL). Le soluzioni del network servono circa 500 milioni di utenti attivi mensili. Sotto il profilo patrimoniale, la tech company — che negli anni ha raccolto 5 miliardi di dollari da partner istituzionali come Baillie Gifford e privati come Andre Agassi — ha chiuso l’esercizio 2025 registrando ricavi pari a 1,31 miliardi di dollari.
Per ulteriori aggiornamenti su questo argomento, aggiungi Benzinga Italia ai tuoi preferiti oppure seguici sui nostri canali social: X e Facebook.
Ricevi informazioni esclusive sui movimenti di mercato 30 minuti prima degli altri trader
La prova gratuita di 14 giorni di Benzinga Pro, disponibile solo in inglese, ti permette di accedere ad informazioni esclusive per poter ricevere segnali di trading utilizzabili prima di milioni di altri trader. CLICCA QUI per iniziare la prova gratuita.
Foto: Shutterstock
