I mercati energetici globali hanno inaugurato la settimana all’insegna di un’estrema volatilità, con i futures sul greggio balzati ai massimi dall’inizio del 2025. L’impennata segue un fine settimana di escalation delle ostilità militari, segnato dalla morte della Guida Suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei, e dagli attacchi missilistici ritorsivi di Teheran contro installazioni legate agli Stati Uniti.
Goldman Sachs prevede il petrolio sopra i 90 dollari al barile
Secondo un report di Reuters, gli analisti di Goldman Sachs stimano ora che nelle quotazioni sia incorporato un massiccio “premio per il rischio” di 18 dollari al barile — pari a circa il 25% dei prezzi attuali — mentre la minaccia di un prolungato blocco nello Stretto di Hormuz sta diventando realtà.
Dato che gli attuali prezzi dei futures sul Brent si attestano a 77,57 dollari e quelli del WTI a 71,21 dollari, il premio per il rischio di 18 dollari rappresenta circa il 23-25% del prezzo totale sopra la soglia dei 90 dollari al barile. Si prevede che l’impatto stimato possa scendere a un premio di 4 dollari qualora i flussi nello Stretto di Hormuz venissero ridotti solo del 50% per un mese.
Nel frattempo, Matthew Ryan, Head of Market Strategy presso Ebury, ha dichiarato a Benzinga che “una chiusura totale della principale rotta marittima iraniana rappresenta probabilmente il rischio maggiore per i mercati e potrebbe, a nostro avviso, spingere i futures del greggio verso la soglia dei 100 dollari al barile”.
Anche Wood Mackenzie avverte che, se l’interruzione dovesse persistere, il Brent potrebbe superare facilmente i 100 dollari, poiché circa 13 milioni di barili al giorno rimarrebbero inaccessibili indipendentemente dalla capacità inutilizzata dell’OPEC+.
Svolta “risk-off” e outlook tecnico
Phillip Nova osserva che gli investitori hanno virato bruscamente verso un assetto “risk-off”, cercando rifugio nell’oro e nel dollaro statunitense e liquidando al contempo gli asset ciclici. Tuttavia, gli esperti di Societe Generale suggeriscono che l’attuale andamento dei prezzi — sebbene marcato — rimanga “ordinato”.
Da una prospettiva tecnica, il rally si scontra con una forte resistenza. Matt Simpson, Senior Market Analyst presso City Index, ha paragonato l’attuale grafico settimanale del greggio a un grafico giornaliero del VIX (indice di volatilità), suggerendo che tali impennate verticali raramente mantengono i propri livelli a lungo.
Simpson ha avvertito i trader di aspettarsi “fasi di trading altalenanti attorno a questi massimi”, osservando che, sebbene il premio di 18 dollari sia significativo, il mercato ha una storia di rapidi riassorbimenti di questi gap alimentati dal timore una volta che lo shock iniziale si attenua.
The crude oil weekly chart really just looks like the VIX daily chart at the moment. It doesn’t tend to stay high for long… hopefully that is the case for oil, for a multitude of reasons. pic.twitter.com/9hrSqw5c0G
— Matt Simpson (@cLeverEdge) March 2, 2026
Andamento dei prezzi
L’ETF che replica il greggio WTI, lo United States Oil Fund LP (USO), ha chiuso in rialzo del 2,73% venerdì, prima dell’inizio del conflitto.
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