Alphabet Inc. (GOOGL), controllata di Google, ha scosso i titoli globali del comparto memoria dopo aver svelato il suo nuovo algoritmo di intelligenza artificiale TurboQuant, innescando un brusco sell-off dovuto al timore che una maggiore efficienza possa frenare la domanda di chip di memoria.
Tuttavia, gli analisti hanno respinto la reazione ribassista, sostenendo che tale tecnologia abbia maggiori probabilità di ampliare i casi d’uso dell’IA e, in ultima analisi, di stimolare una domanda a lungo termine più elevata, inquadrando il ritracciamento come una potenziale opportunità di acquisto (“buy the dip”) per gli investitori.
TurboQuant innesca un brusco sell-off nei titoli delle memorie
Google ha presentato TurboQuant, un algoritmo capace di ridurre l’utilizzo della memoria nelle cache “key-value” di ben sei volte attraverso una compressione estrema.
L’annuncio ha scatenato vendite repentine sui titoli legati alle memorie, con le azioni di Samsung Electronics Co., Ltd (SSNLF), SK Hynix, GigaDevice, Montage Technology, Micron Technology Inc (MU) e SanDisk Corp (SNDK) in territorio negativo, mentre gli investitori temono una riduzione della domanda di componenti hardware.
I guadagni di efficienza alimentano i timori sulla domanda
Il mercato ha reagito con timore all’eventualità che una migliore efficienza dell’IA possa indebolire la richiesta di hardware. La capacità di TurboQuant di tagliare drasticamente i requisiti di memoria ha sollevato dubbi sul numero di chip necessari per far girare i modelli linguistici di grandi dimensioni, appesantendo il sentiment in tutto il settore dei semiconduttori.
Gli analisti intravedono un potenziale rialzo a lungo termine
Gli esperti hanno contestato la visione ribassista, sostenendo che questo sviluppo potrebbe espandere il mercato dell’IA, come riportato venerdì dal SCMP.
Shawn Kim, responsabile della ricerca tecnologica per l’Asia di Morgan Stanley, ha dichiarato al SCMP che TurboQuant aumenta la produttività per singolo chip e riduce i costi di inferenza, fattori che potrebbero accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale.
Egli ha spiegato che i guadagni di efficienza potrebbero in realtà trainare una domanda complessiva più elevata, rendendo l’IA più economica e accessibile.
“TurboQuant non riguarda tanto un’ottimizzazione incrementale, quanto piuttosto uno spostamento della curva dei costi di implementazione dell’IA”, ha affermato Kim. “I modelli che prima richiedevano cluster cloud ora possono adattarsi all’hardware locale, abbassando di fatto le barriere per l’implementazione dell’IA su vasta scala. Diventano fattibili più applicazioni, più modelli rimangono attivi e l’utilizzo delle infrastrutture esistenti migliora”.
Anche l’esperto di semiconduttori Lennart Heim ha riferito al SCMP che la domanda di memorie e chip ha continuato a crescere nonostante i costanti miglioramenti dell’efficienza, suggerendo che la reazione del mercato potrebbe essere di breve durata.
Analisi tecnica
Alphabet scambia il 7,7% al di sotto della sua media mobile semplice (SMA) a 20 giorni e il 10,1% sotto la SMA a 100 giorni; ciò mantiene il trend di breve termine orientato al ribasso, sebbene il titolo resti del 6,4% al di sopra della SMA a 200 giorni (segnale che il trend rialzista di lungo periodo non è ancora del tutto compromesso).
Le azioni hanno guadagnato il 73,15% negli ultimi 12 mesi e sono attualmente posizionate più vicine ai massimi che ai minimi delle 52 settimane.
L’RSI si attesta a 27,56, collocando il titolo in territorio di ipervenduto, il che spesso segnala che la pressione di vendita potrebbe essere vicina all’esaurimento. Il MACD è a -5,8217 rispetto a una linea di segnale di -4,0757, mantenendo un momentum ribassista finché l’indicatore resta sotto la sua linea di innesco.
La combinazione di un RSI in ipervenduto (sotto 30) e un MACD bearish suggerisce un momentum contrastante.
- Resistenza chiave: 312,50 dollari
- Supporto chiave: 270,50 dollari
Utili e Outlook degli analisti
Guardando avanti, il prossimo catalizzatore principale per il titolo sarà il rapporto sugli utili del 23 aprile 2026 (stima).
- Stime sull’utile per azione: 2,67 dollari (in calo da 2,81 dollari su base annua)
- Stime sui ricavi: 100,74 miliardi di dollari (in aumento rispetto a 90,23 miliardi di dollari su base annua)
- Valutazione: rapporto prezzo/utili (P/E) di 26,0x (indica una valutazione premium rispetto ai rivali)
Consensus degli analisti e azioni recenti: Il titolo mantiene un rating “Buy” con un obiettivo di prezzo medio di 375,31 dollari. Le recenti valutazioni includono:
- Needham: Buy (Target confermato a 400,00 dollari) – 13 marzo.
- Wells Fargo: Promosso a Overweight (Target alzato a 387,00 dollari) – 23 febbraio.
- Tigress Financial: Strong Buy (Target alzato a 415,00 dollari) – 19 febbraio.
Esposizione principale degli ETF
- CastleArk Large Growth ETF (CARK): peso dell’8,79%
- NYLI US Large Cap R&D Leaders ETF (LRND): peso del 9,16%
- Parnassus Core Select ETF (PRCS): peso del 9,70%
Rilevanza: Data l’elevata ponderazione di GOOGL in questi fondi, qualsiasi afflusso o deflusso significativo scatenerà probabilmente acquisti o vendite automatiche sul titolo.
Andamento del titolo
Durante le contrattazioni pre-market di venerdì, le azioni Alphabet segnavano un calo dello 0,33% a 280,00 dollari, secondo i dati di Benzinga Pro.
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Foto: Markus Mainka via Shutterstock
