Le tensioni tra Stati Uniti e Cina nel campo dell’intelligenza artificiale si sono intensificate dopo che un alto funzionario dell’amministrazione Trump ha dichiarato che Washington sospetta l’utilizzo dei chip più avanzati di Nvidia Corp. (NVDA) da parte della startup cinese DeepSeek per l’addestramento del suo prossimo modello, sollevando nuovi timori circa la violazione dei controlli sulle esportazioni.
Gli Stati Uniti segnalano una potenziale violazione sull’export dei chip Blackwell
Un alto esponente dell’amministrazione Trump ha riferito che le autorità statunitensi ritengono che la startup cinese DeepSeek abbia addestrato il suo prossimo modello di IA, il cui lancio è previsto per la prossima settimana, sul chip più avanzato di Nvidia, il Blackwell, violando potenzialmente le restrizioni commerciali imposte dagli USA.
Secondo quanto riportato da Reuters lunedì, il funzionario ha aggiunto che gli Stati Uniti si aspettano che DeepSeek rimuova gli indicatori tecnici capaci di rivelare l’impiego di hardware americano; inoltre, si ipotizza che i chip Blackwell siano raggruppati in un cluster all’interno del data center di DeepSeek situato nella Mongolia Interna.
Benzinga ha contattato il team di investor relations di Nvidia per un commento ed è in attesa di una risposta.
Il rapporto accresce la pressione su un dibattito già acceso a Washington riguardo ai limiti da imporre all’accesso della Cina ai chip di intelligenza artificiale statunitensi di fascia alta.
Attualmente, i controlli sulle esportazioni del Dipartimento del Commercio vietano la fornitura dei chip Blackwell in Cina.
Ad agosto, Trump aveva inizialmente mostrato apertura verso la vendita da parte di Nvidia di una versione depotenziata del Blackwell in Cina, salvo poi fare marcia indietro sostenendo che i semiconduttori più avanzati debbano restare appannaggio delle aziende americane.
Il funzionario dell’amministrazione ha inoltre affermato che il processo di addestramento di DeepSeek si è probabilmente basato sulla “distillazione” dai principali modelli di IA statunitensi, inclusi quelli di Anthropic, Google di Alphabet Inc. (GOOGL), OpenAI e xAI.
L’offensiva cinese sull’IA e la risposta produttiva di Nvidia
Lo scrutinio evidenzia la strategia più ampia di Pechino volta a ridurre la dipendenza dalla tecnologia statunitense. Recentemente, Alibaba Group Holding Ltd. (BABA) ha introdotto un chip IA di fascia alta tramite la sua unità T-Head, come parte della strategia nazionale cinese sui semiconduttori.
Al contempo, le aziende tecnologiche cinesi hanno effettuato ordini considerevoli per le GPU H200 di Nvidia. L’impennata della domanda ha spinto Nvidia a sollecitare Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. Ltd. (TSM) affinché aumenti la produzione. Con la domanda cinese che supera l’offerta disponibile, Nvidia ha rivisto al rialzo i piani di produzione per il secondo trimestre del 2026.
Solida domanda globale e potenziale di ricavi in Cina
Nonostante l’incertezza legata all’export, Nvidia continua a beneficiare della robusta domanda globale di IA. La società ha dichiarato un portafoglio ordini superiore ai 500 miliardi di dollari, mentre gli hyperscaler investono massicciamente nelle infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale.
Harlan Sur, analista di JPMorgan, ha affermato che il via libera alle esportazioni statunitensi potrebbe sbloccare miliardi di dollari in ricavi aggiuntivi per Nvidia, rendendo la Cina un potenziale e significativo catalizzatore per il rialzo del titolo.
I clienti cinesi continuano a mostrare una forte propensione per la potenza di calcolo IA e qualsiasi allentamento nelle approvazioni delle licenze d’esportazione potrebbe convertire immediatamente tale domanda in fatturato.
Andamento del titolo NVDA
Le azioni Nvidia segnano un rialzo dello 0,37% a 192,25 dollari durante le contrattazioni di martedì, secondo i dati di Benzinga Pro.
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Foto: Below the Sky via Shutterstock
