Il mercato dell’intelligenza artificiale ha appena invertito la rotta, passando dall’euforia al timore, e quattro grandi settori industriali si ritrovano improvvisamente nell’area dei saldi.
In una nota diffusa giovedì, l’esperto investitore Ed Yardeni ha affermato che gli investitori sono passati dalla “AI-fonia alla AI-fobia”, colpendo duramente i comparti Software, Brokeraggio, Assicurazioni e Asset Management nel giro di poche settimane.
Invece di premiare qualsiasi realtà legata all’intelligenza artificiale, i mercati stanno ora penalizzando le aziende percepite come vulnerabili a essa.
1. Software: Disruption oppure occasione d’acquisto?
I titoli software hanno subito il colpo più duro.
L’ETF iShares Tech-Expanded Software Sector (IGV) ha perso quasi il 20% dall’inizio dell’anno, posizionandosi come il gruppo industriale con la peggiore performance.
Il catalizzatore? Il timore che gli strumenti nativi per l’IA — come Claude di Anthropic — possano disintermediare i fornitori tradizionali di software aziendale in settori quali i servizi legali, la finanza e le vendite.
Nemmeno i fornitori di dati sono stati risparmiati.
Le azioni di Thomson Reuters Corp. (TRI) sono scese del 31,1% da inizio anno e del 57,6% rispetto ai massimi della scorsa estate. RELX plc (RELX), casa madre di LexisNexis, ha perso il 30% quest’anno e il 47,4% dal picco di maggio.
FactSet Research Systems Inc. (FDX) è scivolata del 30% da inizio anno e del 57,3% rispetto al massimo del 2 dicembre 2024. S&P Global Inc. (SPGI) ha ceduto il 25% nel 2026 e il 30% dal picco dello scorso agosto.
Gli investitori hanno tratto conclusioni rapide: se l’IA generativa può gestire flussi di lavoro specializzati, le aziende avranno ancora bisogno di costosi software applicativi?
“Per chi ha vissuto l’avvento di Internet, sembra di assistere a un déjà vu”, ha commentato Yardeni.
I rapporti prezzo/utili (P/E) forward hanno subito una netta contrazione.
Il settore Software Applicativo scambia ora a 23,7 volte gli utili stimati, contro le 35,3 del recente massimo. Il Software di Sistema è sceso a 23,3 da 35,5.
Sono titoli economici per una ragione valida o semplicemente sottovalutati?
2. Brokeraggio: se l’IA può fornire consulenza, che fine fa il consulente?
Anche le banche d’investimento e le società di brokeraggio sono finite sotto pressione dopo che la società fintech Altruist ha lanciato strumenti di IA capaci di raccomandare strategie fiscali personalizzate.
Il timore è chiaro: se l’IA può ottimizzare le tasse oggi, potrà gestire una consulenza finanziaria completa domani?
L’indice S&P 500 Investment Banking & Brokerage — monitorato dall’ETF iShares U.S. Brokers-Dealers & Securities Exchanges (IAI) — registra solo un modesto segno positivo da inizio anno, ma alcuni singoli nomi sono scesi del 7-10% dai massimi recenti.
Le azioni di Raymond James Financial Inc. (RJF) sono crollate del 9% martedì, segnando la peggior sessione per la società dal marzo 2020. Nello stesso giorno, anche Charles Schwab Corp. (SCHW) ha perso l’8%.
Il P/E forward del settore è sceso da 24,7x a 15,9x. Tuttavia, non si tratta tanto degli utili attuali quanto della pressione sui margini a lungo termine.
Se l’IA riduce le barriere nella consulenza finanziaria, i modelli tradizionali potrebbero trovarsi di fronte a una concorrenza strutturale.
3. Broker assicurativi: ansia da automazione
Anche i broker assicurativi sono stati colpiti in seguito a notizie sull’integrazione di strumenti basati sull’IA direttamente nelle piattaforme conversazionali per generare preventivi personalizzati.
“OpenAI ha approvato un’applicazione assicurativa per ChatGPT sviluppata dall’assicuratore digitale spagnolo Tuio”, ha evidenziato Yardeni, citandola come notizia chiave che sta scuotendo il settore.
Se sottoscrizione, comparazione e preventivazione diventano processi immediati all’interno delle interfacce IA, quale sarà il ruolo del broker?
L’indice industriale S&P Insurance Brokers — monitorato dall’ETF State Street SPDR S&P Insurance (KIE) — ha perso il 4% da inizio anno. Le azioni dei principali attori sono scese bruscamente dai rispettivi picchi.
Tuttavia, il settore assicurativo rimane basato sulle relazioni e fortemente regolamentato, aree in cui i leader di mercato mantengono dei vantaggi competitivi.
Ancora una volta, il problema centrale è la durabilità degli utili. L’IA eroderà significativamente le commissioni o i broker sapranno integrare l’IA nei propri canali di distribuzione?
4. Asset Manager: danni collaterali
Secondo Yardeni, i gestori di asset alternativi potrebbero essere le vittime più indirette di questo sell-off legato all’IA.
Gli investitori temono che queste società abbiano un’esposizione significativa verso aziende software private, sia tramite partecipazioni azionarie che attraverso il credito privato.
Con il calo delle valutazioni del software pubblico, le opportunità di exit si riducono e aumentano i dubbi sulle valutazioni dei portafogli privati.
Diversi grandi gestori alternativi registrano perdite in doppia cifra da inizio anno, con ribassi ancora più marcati rispetto ai massimi di fine 2024.
Le azioni di KKR Inc. (KKR) e Apollo Global Management Inc. (APO) sono scese rispettivamente del 16% e dell’11% da inizio anno.
“Prima che i timori sull’esposizione al software pesassero sui titoli, queste società avevano già affrontato la paura degli investitori che nei loro portafogli di prestiti privati si nascondessero perdite su crediti in un’ampia varietà di settori”, ha affermato Yardeni.
Nel frattempo, Blue Owl Capital Inc. (OWL) è già scesa di oltre il 50% rispetto ai suoi massimi storici.
Questi settori sono diventati abbastanza convenienti?
“I P/E forward di questi settori sono precipitati a livelli ridicolmente bassi rispetto alle attuali proiezioni sugli utili”, ha osservato Yardeni.
Stando alle stime di consenso di Wall Street per il 2026, le proiezioni di crescita degli utili rimangono solide:
- Borse valori e dati: crescita 7,6%, P/E forward 22,5x
- Broker assicurativi: crescita 12,2%, P/E forward 15,9x
- Investment Banking & Brokerage: crescita 14,4%, P/E forward 16,9x
- Asset Management & Banche custodi: crescita 15,4%, P/E forward 15,5x
- Software applicativo: crescita 17,3%, P/E forward 23,7x
- Software di sistema: crescita 19,8%, P/E forward 23,3x
Tali multipli sono drasticamente inferiori ai picchi recenti. In diversi casi, sono passati da valori sopra le 30 volte a poco più di 20, o da oltre 20 a circa 15.
Sulla carta, si tratta di un reset delle valutazioni.
Tuttavia, il mercato non sta dibattendo sulla valutazione in senso isolato, ma sulla solidità del modello di business.
“La concorrenza dell’IA innescherà revisioni al ribasso degli utili al momento del rinnovo dei contratti? Questo è il vero rischio”, ha concluso Yardeni.
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