Mentre gli Stati Uniti e Israele passano a una campagna aerea prolungata contro l’Iran, i principali strategist di Wall Street si dividono: la volatilità del mercato rappresenta un’opportunità d’acquisto generazionale o l’inizio di una crisi stagflattiva?
Le ragioni della resilienza
JPMorgan ha consigliato ai clienti di “comprare sui minimi” (buy the dip), descrivendo l’escalation come un’interruzione temporanea piuttosto che un motivo per uscire dal comparto azionario.
Lo strategist Mislav Matejka ha osservato che, sebbene i prezzi del petrolio siano impennati in seguito alla morte della Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, i fondamentali rimangono solidi e il riposizionamento dei prezzi nel settore tecnologico è ormai ampiamente completato.
JPMORGAN: BUY THE DIP ON IRAN ESCALATION
JPMorgan says rising Iran tensions are a buying opportunity, not a reason to exit stocks. Mislav Matejka advises using short-term weakness to add positions, as the conflict is likely temporary and any oil spike should fade. Fundamentals… pic.twitter.com/kCMEE9c35v
— *Walter Bloomberg (@DeItaone) March 2, 2026
I crescenti rischi di stagflazione
Al contrario, Mohamed El-Erian, Chief Economic Adviser di Allianz, ha offerto una valutazione più cauta. Intervistato dalla CNBC in merito all’impennata del petrolio e dei prezzi dei beni di consumo, El-Erian ha avvertito che “un vento stagflattivo sta iniziando a soffiare sull’economia statunitense”.
Egli ha sottolineato che l’impatto globale dipenderà interamente dalla “durata e dall’estensione” della guerra. “Più a lungo durerà e più si espanderà, più l’effetto sarà stagflattivo per l’economia globale”, ha osservato El-Erian, aggiungendo che la flessibilità d’azione della Federal Reserve è attualmente limitata.
Allocazione strategica degli asset
Il CIO di UBS ha individuato nello Stretto di Hormuz — da cui transitano 21 milioni di barili di petrolio al giorno — il principale indicatore per uno “scenario avverso”. Sebbene il loro scenario di base preveda interruzioni brevi, raccomandano una modesta allocazione in oro, che ha recentemente sfiorato i massimi storici di 5.395 dollari l’oncia.
Mentre l’Associated Press definisce ufficialmente il conflitto come una “guerra”, il consenso tra le grandi banche rimane focalizzato sulla diversificazione a lungo termine. Mentre JPMorgan e Black esortano gli investitori a puntare su nuovi massimi, il mercato continua a monitorare il rendimento del Treasury a 10 anni, che El-Erian prevede oscillerà in un range volatile tra il 4% e il 4,5%.
Il Nasdaq arranca, Dow Jones e S&P 500 in rialzo nel 2026
Alla chiusura di lunedì, l’indice Dow Jones registrava un rialzo dell’1,08% da inizio anno, mentre l’S&P 500 segnava un calo dello 0,34% e il Nasdaq Composite scendeva del 2,09% nel corso del 2026.
Gli ETF SPDR S&P 500 ETF Trust (SPY) e Invesco QQQ Trust ETF (QQQ), che replicano rispettivamente l’S&P 500 e il Nasdaq 100, hanno chiuso in rialzo lunedì. Lo SPY è salito dello 0,057% a 686,38 dollari, mentre il QQQ ha guadagnato lo 0,13% attestandosi a 608,09 dollari.
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