Il Segretario al Commercio degli Stati Uniti, Howard Lutnick, è intervenuto martedì durante un’audizione in merito ai requisiti di licenza che regolano le vendite dei chip IA avanzati di Nvidia Corp. (NVDA) verso la Cina.
Lutnick ha ribadito che Nvidia è tenuta a rispettare rigorosamente i termini dettagliati previsti per la commercializzazione in Cina del suo chip IA di fascia alta H200, come riportato martedì da Reuters.
Il Segretario ha inoltre precisato che tali condizioni, definite in stretta collaborazione con il Dipartimento di Stato, sono minuziose e non soggette a negoziazione.
Ritardi e incertezza circondano l’accordo cinese di Nvidia
Secondo quanto riferito, Nvidia non avrebbe ancora accettato formalmente le condizioni proposte, finalizzate a impedire che l’apparato militare cinese possa avere accesso a tali tecnologie.
Gli Stati Uniti avevano acconsentito a permettere la vendita di chip IA di Nvidia in Cina a seguito della tregua commerciale siglata tra i presidenti Trump e Xi Jinping in Corea del Sud lo scorso ottobre.
Nonostante il via libera del Presidente Trump all’esportazione degli H200, l’operazione è tuttora in attesa dell’autorizzazione definitiva da parte del governo statunitense, subordinata a una revisione sulla sicurezza nazionale.
Cresce la concorrenza mentre le aziende cinesi cercano alternative
Mentre Nvidia attende lo sblocco burocratico, il colosso dell’e-commerce Alibaba Group Holding Ltd (BABA) ha presentato un proprio chip IA di fascia alta sviluppato dalla divisione T-Head, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dal fornitore statunitense.
Tale mossa potrebbe avere implicazioni significative sulla quota di mercato e sui potenziali ricavi di Nvidia nel territorio cinese.
Lo scorso dicembre, il CEO di Nvidia Jensen Huang aveva ottenuto un accordo con il Presidente Trump per riaprire il mercato cinese, opportunità che Huang valuta intorno ai 50 miliardi di dollari.
Tuttavia, l’approvazione formale concessa a gennaio non si è ancora tradotta in un’autorizzazione definitiva per la spedizione effettiva degli H200.
Nonostante i rallentamenti, i ministeri dell’industria cinesi avrebbero approvato l’importazione del primo lotto di chip, concedendo le autorizzazioni iniziali a tre grandi compagnie internet nazionali.
Ciononostante, la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma sta ancora ultimando la definizione dei termini normativi.
A causa di questi ritardi, le aziende cinesi attive nell’IA hanno iniziato a rivolgersi al mercato nero, acquistando hardware a prezzi elevati, o a ripiegare su soluzioni domestiche meno performanti, come la serie Ascend di Huawei.
I rivenditori segnalano che i server del mercato nero equipaggiati con 8 GPU H200 vengono attualmente scambiati con un sovrapprezzo del 50%.
La domanda globale di hardware per l’intelligenza artificiale continua a superare l’offerta, aggravando ulteriormente la situazione. Le aziende tecnologiche cinesi hanno effettuato ordini massicci per il modello H200, spingendo Nvidia a sollecitare Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. Ltd. (TSM) per un aumento della produzione.
Gli ordini provenienti dai clienti cinesi hanno superato di gran lunga le scorte disponibili, inducendo Nvidia a pianificare un incremento dei volumi produttivi per il secondo trimestre del 2026.
Prezzo delle azioni NVDA
Mercoledì, durante le contrattazioni pre-market, le azioni Nvidia segnano un rialzo dello 0,30% a 189,11 dollari, secondo i dati di Benzinga Pro.
Continua a leggere: Chip IA: Nvidia taglia fuori Micron e il titolo scende nel pre-market
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Foto: JRdes via Shutterstock
