Per anni, i verbali della Federal Reserve sono stati tra gli eventi in grado di muovere maggiormente i mercati di Wall Street. Tuttavia, nell’attuale rally trainato dall’intelligenza artificiale, un singolo rapporto sugli utili potrebbe ora rivaleggiare in termini di influenza con il rilascio dei dati macroeconomici: quello di Nvidia Corp (NVDA).
Il gigante dei chip con sede a Santa Clara, in California, i cui risultati sono attesi per la prossima settimana, vanta una capitalizzazione di circa 5.300 miliardi di dollari e ha recentemente superato l’intero settore sanitario dell’S&P 500 in termini di valore di mercato, secondo quanto riportato da Barron’s.
In sostanza, Nvidia si sta dimostrando molto più di un semplice titolo tecnologico a mega-capitalizzazione: è diventata, in misura sempre maggiore, il barometro dell’IA per l’intero mercato.
La spesa per l’IA è diventata la narrazione centrale del mercato
Il motivo per cui gli utili di Nvidia rivestono oggi un’importanza sproporzionata è semplice: il più ampio mercato rialzista è strettamente legato al mantenimento di una forte spesa nel settore dell’IA.
Ogni trimestre, gli investitori guardano a Nvidia in cerca di indizi sulla domanda degli hyperscaler, sulla costruzione di data center, sulla spesa per le infrastrutture IA e per capire se aziende come Microsoft Corp (MSFT), Alphabet Inc. (GOOGL) (GOOG), Amazon.com, Inc. (AMZN) e Meta Platforms, Inc. (META) stiano ancora correndo per scalare la propria capacità computazionale.
Gli analisti di Wells Fargo hanno recentemente aumentato il prezzo obiettivo di Nvidia a 315 dollari, prevedendo che i ricavi dei data center potrebbero salire a 628 miliardi di dollari entro l’anno fiscale 2029, grazie all’accelerazione della domanda di IA e a una capacità che punta verso i 25,2 gigawatt.
Ciò rende gli utili di Nvidia meno legati ai risultati trimestrali di una singola azienda e più indicativi della tenuta del tema d’investimento dominante sul mercato.
L’S&P 500 è sempre più legato alla concentrazione nell’IA
La performance dell’S&P 500, così come quella degli ETF che lo replicano — quali lo State Street SPDR S&P 500 ETF Trust (SPY), l’iShares Core S&P 500 ETF (IVV) e il Vanguard S&P 500 ETF (VOO) — è diventata sempre più concentrata in un ristretto gruppo di titoli a mega-capitalizzazione legati all’intelligenza artificiale.
Un solido rapporto da parte di Nvidia potrebbe rafforzare il sentiment rialzista in tutto il comparto dei semiconduttori, delle infrastrutture cloud, delle utility, del nucleare e dei software per l’IA.
Al contrario, un rapporto debole potrebbe mettere sotto pressione proprio quei titoli che hanno trainato l’indice verso l’alto nell’ultimo anno.
Ecco perché, la prossima settimana, i trader potrebbero osservare la guidance di Nvidia con la stessa attenzione riservata alla Fed.
I verbali della Fed continuano a plasmare le aspettative sui tassi d’interesse e sulla liquidità. Tuttavia, Nvidia oggi modella le aspettative sulla spesa in conto capitale per l’IA — ovvero proprio il trade che sta alimentando gran parte del momentum del mercato in questo momento.
In altre parole, il mercato potrebbe non chiedersi più soltanto quali saranno le prossime mosse della Fed, ma anche se il boom dell’IA di Nvidia abbia ancora spazio per correre.
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