Immaginate di arrivare al lavoro, parcheggiare la vostra auto e, all’uscita, trovare una multa ufficiale della vostra stessa azienda perché il marchio sulla calandra è “quello sbagliato”. È quello che sta succedendo ai dipendenti di Stellantis (STLA) negli Stati Uniti. Il messaggio del colosso automobilistico è chiaro: se lavori per noi, devi guidare i nostri marchi (Jeep, Chrysler, Dodge, Ram o le europee Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Peugeot, Citroën, Opel).
La “Gogna” aziendale: dalle multe al blocco dell’auto
La politica aziendale è diventata aggressiva nelle ultime settimane. Le guardie giurate pattugliano i parcheggi del quartier generale munite di blocchetti per le multe.
- Il primo avvertimento: una sanzione cartacea sul parabrezza che invita il dipendente a “sostenere l’azienda che paga il suo stipendio”.
- La “Ganascia” (Il Boot): per i recidivi scatta il blocco fisico del veicolo. Per liberare l’auto, il dipendente deve chiamare il proprio manager e giustificare pubblicamente la scelta di aver acquistato un’auto della concorrenza. Un’umiliazione che molti sindacalisti hanno definito “una violazione della libertà personale fuori dall’orario di lavoro”.
Il paradosso dell’Eagle Talon: quando la fedeltà ignora la storia
Tra i corridoi aziendali circola un aneddoto che rasenta il ridicolo: un dipendente è stato multato nonostante guidasse una Eagle Talon. Per chi non lo ricordasse, Eagle era un marchio del gruppo Chrysler (ormai defunto), quindi tecnicamente un’auto “di famiglia”. La guardia giurata, non riconoscendo il logo storico, ha comunque staccato il verbale, evidenziando come la caccia alle streghe stia sfuggendo di mano persino alla sicurezza interna.
Succederà anche in Italia? Il timore a Mirafiori e Pomigliano
La domanda che rimbalza tra gli operai di Mirafiori, Pomigliano e Melfi è lecita: questa politica sbarcherà anche in Europa? Stellantis sta affrontando un momento delicato, con quote di mercato da recuperare e una transizione all’elettrico che fatica a decollare.
In Italia, dove la Fiat è stata per decenni “l’auto degli italiani”, imporre la fedeltà al marchio con le maniere forti potrebbe essere un boomerang d’immagine devastante. Se da un lato l’azienda difende la scelta definendola un atto di coerenza — “Come puoi vendere o progettare una Peugeot se guidi una Volkswagen?” — dall’altro i lavoratori rivendicano il diritto di spendere il proprio stipendio come meglio credono.
Continua a leggere: Stellantis al bivio: tra la crisi degli stipendi e l’incubo di una sovrapproduzione da 3,5 milioni di auto
Per ulteriori aggiornamenti su questo argomento, aggiungi Benzinga Italia ai tuoi preferiti oppure seguici sui nostri canali social: X e Facebook.
Ricevi informazioni esclusive sui movimenti di mercato 30 minuti prima degli altri trader
La prova gratuita di 14 giorni di Benzinga Pro, disponibile solo in inglese, ti permette di accedere ad informazioni esclusive per poter ricevere segnali di trading utilizzabili prima di milioni di altri trader. CLICCA QUI per iniziare la prova gratuita.
Foto: Shutterstock
