La senatrice statunitense Elizabeth Warren (D-Mass.) lancia un allarme sul mercato in ascesa dell’intelligenza artificiale (IA), paragonando l’espansione delle Big Tech nel settore alla crisi finanziaria del 2008. Questo scrutinio politico giunge proprio mentre Michael Burry, l’investitore reso celebre da “La Grande Scommessa”, punta massicciamente contro un comparto dei semiconduttori storicamente surriscaldato.
Il “pericoloso copione”
In un severo avvertimento diffuso nella tarda serata di lunedì, la senatrice Warren ha preso di mira la crescita incontrollata che alimenta il recente boom dei titoli legati all’IA. Evidenziando gravi rischi sistemici, ha paragonato direttamente l’attuale scenario tecnologico all’ambiente finanziario deregolamentato che precipitò la Grande Recessione.
“Le Big Tech stanno costruendo una bolla dell’IA seguendo lo stesso manuale pericoloso che abbiamo visto nel 2008”, ha dichiarato Warren su X. Ha sottolineato la mancanza di supervisione nel settore, avvertendo che la traiettoria attuale è caratterizzata da “Nessuna regola. Nessuna responsabilità. Moltissimi rischi per tutti gli altri”.
Warren si è impegnata a promuovere un intervento legislativo prima che un potenziale crollo del mercato colpisca l’economia reale. “Sto lottando per porre dei paletti, in modo che le famiglie lavoratrici non debbano trovarsi di nuovo a salvare CEO spericolati”, ha affermato.
Big Tech is building an AI bubble with the same dangerous playbook we saw in 2008.
No rules. No accountability. Plenty of risk for everyone else.
I’m fighting to put guardrails in place—so working families don’t get stuck bailing out reckless CEOs again.
— Elizabeth Warren (@ewarren) April 27, 2026
Afflussi storici e “La Grande Scommessa”
Le minacce normative di Warren arrivano esattamente nel momento in cui il momentum senza precedenti del settore dei semiconduttori inizia a incrinarsi. All’inizio di aprile, la domanda di IA aveva alimentato una striscia positiva di 18 giorni per il Philadelphia Semiconductor Index: la serie più lunga della sua storia. Durante questo periodo, oltre 5,5 miliardi di dollari sono affluiti nei principali ETF sui semiconduttori, frantumando i precedenti record mensili di raccolta.
Tuttavia, questo rally storico dei chip si è interrotto bruscamente dopo l’intervento del noto investitore Michael Burry. Celebre per aver previsto il crollo immobiliare del 2008, Burry ha rivelato nuove posizioni short contro i principali indici tecnologici, incluse opzioni put con scadenza a gennaio 2027 sull’iShares Semiconductor ETF (SOXX), Nvidia Corp. (NVDA) e sul più ampio Invesco QQQ Trust ETF (QQQ).
Burry ha argomentato che l’avanzata dei semiconduttori è guidata esclusivamente da un eccesso tecnico piuttosto che da un supporto fondamentale, esortando esplicitamente gli investitori a vendere.
Con il settore tech atteso da una settimana densa di risultati societari, il mirino normativo di Washington e l’orso più famoso di Wall Street stanno ora puntando simultaneamente al boom dell’IA.
SOXX balza di quasi il 50% da inizio anno
L’iShares Semiconductor ETF ha guadagnato il 49,35% dall’inizio dell’anno, mentre l’indice Nasdaq-100 è avanzato del 7,24% nello stesso periodo. Nell’ultimo mese e negli ultimi sei mesi, l’ETF ha registrato rendimenti rispettivamente del 40,78% e del 49,77%.
Nell’arco dell’anno, il SOXX ha visto un massiccio rialzo del 146,42%. Tuttavia, nella giornata di lunedì, l’ETF ha interrotto la sua striscia vincente più lunga di sempre dopo che l’investitore di “The Big Short” ha reso note nuove scommesse al ribasso sui produttori di chip. Il titolo ha chiuso in calo dell’1,34% a 455,41 dollari.
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