La casa d’investimento ha confrontato l’attrattività relativa delle diverse regioni emergenti e profila lo spostamento dell’universo di interesse dall’Oceano Pacifico all’Oceano Indiano
Il ‘Grande Oceano Indiano’ è un’area che comprende l’Africa, il Grande Medio Oriente, il Sud Asia e il Sud Est Asiatico. Ed è una delle regioni geografiche molto interessanti perché può costituire uno dei motori della crescita globale nei prossimi anni. Ne è convinto David Rolley, Portfolio Manager e Co-Head del Global Fixed Income Team presso Loomis, Sayles & Company (affiliata Natixis Investment Managers).
L’ENERGIA CHE ALIMENTA L’ECONOMIA GLOBALE
La sua convinzione poggia sull’analisi di come si sia modificata nel tempo l’energia che ha alimentato l’economia globale. “Negli anni ’50 e ’60, con la ripresa post-bellica dell’Europa e l’economia del baby boom negli Stati Uniti, i centri di capitale erano Londra e New York. Dalla fine degli anni ’90, l’energia si è spostata verso il Pacifico con l’ascesa del Giappone, prima, e dalle Tigri Asiatiche e dalla Cina, successivamente. Un’economia trans-pacifica, in cui gli Stati Uniti hanno ancora svolto un ruolo di rilievo, ma gran parte dell’energia era in Cina” spiega Rolley…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.