Il petrolio scenderà ancora nel terzo trimestre, ripresa totale nel 2022

Futures sul petrolio in rialzo lunedì dopo la videoconferenza OPEC del sabato: accordo trovato sui tagli alla produzione fino a luglio.

Il petrolio scenderà ancora nel terzo trimestre, ripresa totale nel 2022
3' di lettura

Lunedì, i futures sul petrolio erano in rialzo, dopo che sabato scorso l’OPEC e i suoi alleati si sono incontrati in videoconferenza e hanno concordato di estendere i tagli alla produzione, quantificati in 9,7 milioni di barili al giorno, fino a luglio.

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La società di consulenza finanziaria Capital Economics afferma che la conferenza di sabato scorso è stata relativamente breve e amichevole, indicando con ciò che l’Arabia Saudita aveva già lavorato dietro le quinte per negoziare un accordo in anticipo.

Nelle ultime settimane, i prezzi del petrolio sono aumentati fortemente. La cautela dell’OPEC+ riflette il livello di incertezza ancora elevato sulle prospettive della domanda di petrolio.

Aspettiamoci un deficit più profondo nel terzo trimestre: tenuti in considerazione gli sviluppi dell’OPEC+ sulle previsioni dell’offerta globale di petrolio, Caroline Bain, analista capo per le materie prime di Capital Economics, afferma in una nota che prevede un deficit più profondo del mercato petrolifero nel terzo trimestre.



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“A quel punto, l’allentamento delle restrizioni dovute alla quarantena dovrebbe dare una spinta alla domanda. Tuttavia, le nostre previsioni presuppongono che i tagli compensativi di cui sopra siano stati effettuati sulla base del fatto che l’Arabia Saudita, come peraltro ha chiarito, non è disposta a tollerare difformità di vedute in proposito. Detto questo, tutto ciò potrebbe rivelarsi ottimistico”, afferma l’analista.

Sebbene un deficit nel mercato petrolifero dovrebbe essere positivo per i prezzi, l’azionario globale è ora ad un livello notevolmente più alto di quanto non fosse all’inizio del 2020, afferma Bain.

Capital Economics non prevede che la domanda globale torni al livello pre-crisi almeno fino al 2022. Di conseguenza, i prezzi dei titoli rimarranno alti, fungendo da coperchio sui prezzi, dice l’analista.

Guadagni sul petrolio, domanda più alta: il prezzo del Brent lunedì era in rialzo.

“Finora il Brent sta guadagnando solo l’1,5% oggi (8 giugno), a 42,9 dollari al barile, perché la maggior parte delle notizie dall’accordo OPEC+ dello scorso fine settimana (6-7 giugno) era già ampiamente nota da venerdì (5 giugno), ma pensiamo che ci sia ancora spazio per un movimento dei prezzi verso l’alto”, afferma Bjarne Schieldrop, capo analista delle materie prime di Skandinaviska Enskilda Banken.

La domanda per il Brent è in forte aumento, e l’OPEC+ ha in serbo profondi tagli per luglio e probabilmente anche per agosto, se necessario, afferma l’analista.

L’OPEC+ è diventato un gruppo molto più agile e dinamico, dichiara Schieldrop.

“[L’OPEC+] taglierà pesantemente nel breve termine e creerà una tensione immediata, con la parte più avanzata della curva del Brent che ora inizierà a spostarsi all’indietro, ma che offrirà meno garanzie per il futuro”, aggiunge l’analista.

Movimento dei prezzi: le azioni di Exxon Mobil Corporation (NYSE: XOM) sono aumentate dell’1,69%, a 54,03 dollari, al momento della pubblicazione lunedì. Il titolo ha un massimo a 52 settimane di 77,92 dollari e un minimo a 52 settimane di 30,11 dollari.

Le azioni della Marathon Oil Corporation (NYSE: MRO) lunedì sono spiccate del 10,72%, a 8,10 dollari, al momento della pubblicazione. Il titolo ha un massimo a 52 settimane di 14,70 dollari e un minimo a 52 settimane di 3,02 dollari.

Le azioni di Occidental Petroleum Corp. (NYSE: OXY) hanno avuto un netto rialzo dell’8,56%, a 22,57 dollari. Il titolo ha un massimo a 52 settimane di 54,05 dollari e un minimo a 52 settimane di 9 dollari.

Le azioni di Chesapeake Energy Corporation (NYSE: CHK) sono schizzate del 134,56%, a 58,17 dollari. Il titolo ha un massimo a 52 settimane di 430 dollari e un minimo a 52 settimane di 7,77 dollari.