Investitori discordi sulla direzione che prenderà il mercato

La diversità di vedute emerge dai risultati di un sondaggio di DataTrek Research su un campione di investitori USA

Investitori discordi sulla direzione che prenderà il mercato
3' di lettura

Se hai difficoltà a capire quale direzione prenderà l’SPDR S&P 500 ETF Trust (NYSE:SPY) nel 2020, non sei il solo. I risultati di un nuovo sondaggio di DataTrek Research suggeriscono infatti che gli investitori sono divisi (come sempre, peraltro) su cosa aspettarsi dal mercato azionario nella seconda metà del 2020.

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Cosa dice l’indagine

DataTrek Research ha recentemente intervistato 341 investitori e ha posto loro una serie di domande su ciò che si aspettano nella seconda metà dell’anno.

Quando è stata posta una domanda a scelta multipla su come chiuderà l’anno l’S&P 500, le risposte al sondaggio si sono divise quasi perfettamente tra le cinque opzioni date. Esattamente il 21% ha scelto “da +5% a +10% rispetto ai livelli attuali”, un altro 21% ha scelto “entro il 5% su o giù dai livelli attuali”, il 20% ha scelto “su di oltre il 10% dai livelli attuali”, il 19% ha scelto “giù di oltre il 10% dai livelli attuali”, e infine il 18% ha scelto “da -5% a -10% dai livelli attuali”.

“In tanti anni di attività non abbiamo mai visto o fatto un sondaggio con gli investitori in cui ogni opzione, da “davvero negativo” (in calo del 10% da qui in poi) a “davvero positivo” (aumento del 10%) avesse ottenuto praticamente lo stesso numero di voti, e stiamo parlando solo dei prossimi 6 mesi”, ha detto il co-fondatore di DataTrek Nicholas Colas.



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Colas ha affermato che l’incertezza è comprensibile, viste tutte le domande che gli investitori si pongono sull’impatto duraturo dell’emergenza COVID-19.

Ma mentre questi ultimi potrebbero non essere d’accordo su quanto rialzo o ribasso aspettarsi dall’S&P 500 nei prossimi due trimestri, c’è stato maggiore consenso su altre domande. Gli investitori ritengono infatti che le large-cap statunitensi avranno un rendimento migliore (38% degli intervistati) nella seconda metà dell’anno rispetto all’oro (29%), alle small-cap USA (11%) ai mercati emergenti (7%), alla liquidità (7%) e ad altri investimenti.

Gli investitori si sono trovati ancora più d’accordo quando si è trattato di decidere quale sarà il settore azionario che andrà meglio: più della metà degli intervistati (52%) ha dichiarato che sarà quello tecnologico a performare meglio nei prossimi sei mesi, seguito dall’healthcare (12%) e dai titoli finanziari (7%).

Buone notizie

Sebbene gli investitori possano non essere d’accordo su quanto sarà positiva o negativa la seconda metà del 2020 per l’S&P 500, emerge comunque un lato positivo: alla domanda se l’S&P 500 testerà nuovamente i minimi del 2020 registrati a marzo, a quota 2.237, il 71% degli intervistati ha dichiarato “no”.

Colas concorda con tale conclusione, e afferma che se l’S&P 500 dovesse ritestare i minimi di marzo, sarebbe un segnale di problemi molto più grandi all’orizzonte.

“Se ci fosse un altro test dei minimi ciò avverrebbe perché i mercati avrebbero perso la speranza che lo stimolo fiscale e monetario possa colmare il buco economico lasciato dalla crisi COVID”, ha affermato Colas.

Il punto di vista di Benzinga

Quest’anno è un esempio estremo di quanto sia difficile prevedere il mercato azionario anche su base semestrale. Ripensando agli inizi dell’anno, infatti è improbabile che qualsiasi investitore avesse potuto prevedere cosa sarebbe successo al mercato tra gennaio e luglio.