T-Mobile sostiene di essere il secondo operatore wireless negli USA

L’azienda afferma che nel secondo trimestre i numeri testimoniano il sorpasso sui rivali di AT&T; al primo posto c’è sempre Verizon

T-Mobile sostiene di essere il secondo operatore wireless negli USA
2' di lettura

Giovedì T-Mobile US, Inc (NASDAQ:TMUS) ha affermato di essere diventato il secondo operatore di telefonia mobile negli Stati Uniti, davanti a AT&T Inc (NYSE:T).

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T-Mobile rivendica il secondo posto in classifica

L’operatore di telefonia con sede a Washington ha dichiarato di avere, alla fine del secondo trimestre di quest’anno, 98,3 milioni di clienti totali.

Nel secondo trimestre del 2020 T-Mobile ha aggiunto un numero netto di 253.000 clienti postpagati e 133.000 prepagati. L’incremento netto di clienti si è attestato a 1,24 milioni, sostanzialmente invariato rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.

Durante la chiamata degli utili di giovedì, l’amministratore delegato Mike Sievert ha detto che la società sta “puntando a Verizon” col “mirino puntato sul primo posto”, ha riferito il Wall Street Journal.



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Alla fine di giugno Verizon Communications Inc (NYSE:VZ) aveva 119,9 milioni di connessioni wireless, ha osservato il Journal.

Nel secondo trimestre fatturato in aumento del 61%

L’azienda di telefonia mobile ha realizzato nel trimestre un fatturato totale di 17,67 miliardi di dollari, in crescita di circa il 61,5% su base annua rispetto ai 10,9 miliardi registrati nel secondo trimestre del 2019.

L’utile per azione è stato di 9 centesimi, con un profitto totale di 110 milioni: i dati risultano peggiori rispetto all’utile per azione e al profitto dell’anno scorso, rispettivamente di 1,09 dollari e di 939 milioni.

L’impatto della fusione con Sprint

A febbraio T-Mobile si è fusa con Sprint, unendo così la terza e la quarta società wireless del paese.

La società ha affermato che nel trimestre i costi relativi alla fusione ammontano a 798 milioni di dollari al lordo delle imposte, il che ha portato a un calo dell’utile netto e degli utili per azione, insieme all’impatto della svalutazione non monetaria e di quella causata dalla pandemia.

L’EBITDA rettificato è passato da 3,5 a 7 miliardi di dollari su base annua, a causa della fusione e dell’aggiunta di clienti, insieme ai maggiori ricavi dal noleggio, inclusi nel fatturato da apparecchiature.

Movimento dei prezzi

Nell’after-market le azioni T-Mobile sono salite del 5,46%, a 114 dollari, dopo la pubblicazione degli utili.