La divergenza registrata nel settore sanitario

Agli esordi del COVID-19, sia i titoli biotech che quelli farmaceutici andavano forte; poi i primi hanno vistosamente rallentato, i secondi hanno retto

Si è verificata una divergenza nel settore sanitario
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Per i primi quattro mesi di ripresa del mercato dalla pandemia di coronavirus, uno dei temi chiave è stato il predominio delle aziende biotecnologiche.

Nelle 15 settimane comprese fra il minimo di mercato del 23 marzo e il 17 luglio, il VanEck Vectors Biotech ETF (NYSE:BBH) ha registrato un rally di quasi il 60% e ha raccolto afflussi per quasi 84 milioni di dollari. Il fondo è volato oltre il suo precedente massimo storico di 141 dollari al nuovo massimo storico di 172 dollari, grazie ai massicci rialzi di titoli come Amgen Inc (NASDAQ:AMGN), Moderna Inc (NASDAQ:MRNA) e Regeneron Pharmaceuticals Inc (NASDAQ:REGN), che quest’estate hanno tutti raggiunto nuovi massimi storici.

Gran parte di questo ottimismo è stato sostenuto dallo sviluppo di candidati vaccini e trattamenti per il COVID-19; Moderna ha stretto un accordo da 1,5 miliardi di dollari per fornire al governo degli Stati Uniti 100 milioni di dosi del suo candidato vaccino, nel caso in cui il farmaco dovesse superare i test di Fase 3. Regeneron nel frattempo sta lavorando con Roche per sviluppare, produrre e distribuire il proprio cocktail di anticorpi contro il coronavirus.

Confrontiamo ora la performance del settore biotech con quella del VanEck Vectors Pharmaceutical ETF (NYSE:PPH) nello stesso periodo.

Il settore farmaceutico non è certo andato male: BBH è cresciuto di quasi il 40% e ha raccolto oltre 21 milioni di dollari di afflussi grazie a titoli come AstraZeneca (NYSE:AZN), Johnson & Johnson (NYSE:JNJ) e Sanofi (NYSE:SNY) – anche se da metà marzo a metà luglio non ha guadagnato più di BBH.

Ma nelle ultime sei settimane c’è stata una divergenza tra i due ETF; il settore biotech, che in precedenza ha avuto grandi performance, si è notevolmente raffreddato, mentre la controparte farmaceutica è aumentata costantemente.

Il 20 luglio, forse dando luogo ad una pausa dopo un rally impetuoso, il PPH è sceso dell’11% dal suo massimo storico: ciò si è verificato poiché alcune delle principali partecipazioni del fondo sono arretrate, mentre continuiamo ad attendere notizie sui risultati dei test di fase avanzata.

I prodotti farmaceutici, d’altro canto, hanno retto molto meglio su base relativa; dal 20 luglio BBH è sceso di appena l’1,5% e nelle ultime due settimane si è fortemente consolidato (i consolidamenti dei prezzi a volte possono prefigurare un breakout).

Sanofi e GlaxoSmithKline (NYSE:GSK) hanno ricevuto fondi per 2,1 miliardi di dollari dal governo degli Stati Uniti per il finanziamento del loro candidato vaccino unico, mentre a fine settembre Johnson & Johnson prevede di avviare una sperimentazione di fase avanzata per il suo vaccino.


Da marzo a luglio BBH (linea viola) e PPH (candele) sono aumentati entrambi, ma ad agosto uno ha retto meglio dell’altro. Fonte: Benzinga Pro

Tuttavia è improbabile che il sentiment si sia completamente inasprito nei confronti dei titoli biotecnologici; nelle ultime sei settimane PPH ha ancora assorbito quasi 17 milioni di dollari di nuove attività e, secondo il Wall Street Journal, nel 2020 le società biotech quotate negli Stati Uniti hanno già raccolto una quantità record tramite IPO.