Mercati globali: tensioni USA-Cina e timori Brexit, 11/12/2020

Nella giornata di venerdì i principali listini mondiali arretrano sulle tensioni USA-Cina e le preoccupazioni per la Brexit

Mercati globali: tensioni USA-Cina e timori Brexit, 11/12/2020
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Venerdì i principali indici mondiali sono in rosso, a causa dei ritardi sul pacchetto di aiuti contro la crisi COVID, delle preoccupazioni per una Brexit senza accordo e del deterioramento delle relazioni USA-Cina.

Venerdì, all’ultimo controllo, i futures sull’indice Dow Jones sono in ribasso dello 0,30% e quelli sull’S&P 500 perdono lo 0,37%; i futures sul greggio Brent sono in rialzo dello 0,36%, a 50,43 dollari, mentre quelli sull’oro sono in calo dello 0,11%, a 1.835,70 dollari. Il rendimento dei Treasury decennali è sceso di 1,3 punti base allo 0,895%, scivolando dunque sotto il livello dello 0,90%.

Asia: venerdì l’indice giapponese Nikkei 225 ha perso lo 0,39%, registrando la prima perdita settimanale da sei settimane a questa parte.

Venerdì l’indice cinese Shanghai Composite ha avuto un ribasso dello 0,77%, registrando la maggiore perdita settimanale da 11 settimane.

L’indice Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato lo 0,36%, ma l’indice ha registrato la maggiore perdita settimanale in sei settimane.

L’australiano S&P/ASX 200 è arretrato dello 0,61%, ma ha registrato guadagni per la sesta settimana consecutiva.

Al momento della pubblicazione, l’indice indiano Nifty 50 è in ribasso dello 0,22%; entro oggi è prevista la diffusione dei dati sulle riserve in valuta estera e sulla produzione industriale.

L’indice sudcoreano KOSPI ha guadagnato lo 0,86%, facendo segnare un rialzo per la sesta settimana consecutiva.

Europa: al momento della pubblicazione, l’Euro Stoxx 50 perde l’1,10%, dopo che la Banca Centrale Europea ha mantenuto i tassi di interesse invariati allo 0%, il tasso sui depositi a -0,50% e il tasso di rifinanziamento marginale allo 0,25%.

Sempre al momento della pubblicazione, il FTSE 100 di Londra è in calo dello 0,80%, a causa delle incombenti preoccupazioni per una Brexit senza accordo. L’Istituto nazionale di ricerca economica e sociale ha stimato un calo del PIL dell’1,5%. Il rapporto del comitato per la politica finanziaria della Banca d’Inghilterra è previsto per oggi.

Venerdì, all’ultimo controllo, l’indice tedesco DAX 30 è in ribasso dello 0,93%. A novembre l’indice dei prezzi al consumo della Germania ha avuto una flessione dello 0,8% su base mensile e dello 0,3% su base annua.

L’indice francese CAC 40 segna -0,78%, a causa delle perdite nei titoli tecnologici; lo spagnolo IBEX 35 sta lasciando sul terreno l’1,84%. A novembre l’indice dei prezzi al consumo della Spagna è sceso dello 0,8% su base annua, ma è aumentato dello 0,2% su base mensile.

Trading sul forex: i futures sull’indice del dollaro aumentano dello 0,12%, a 90,927; il dollaro ha guadagnato lo 0,07% contro l’euro, a 1,2129 dollari, lo 0,48% contro la sterlina, a 1,3229 dollari, ma si è indebolito dello 0,08% contro lo yen giapponese, a 104,12 yen.