La SEC chiede più trasparenza dagli short seller

La SEC sta valutando la possibilità di introdurre maggiore trasparenza nelle contrattazioni dei titoli allo scoperto a seguito della vicenda che ha coinvolto GameStop

La SEC chiede più trasparenza dagli short seller
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I frenetici movimenti di Borsa recentemente osservati nei cosiddetti ‘titoli meme’ come GameStop Corp (NYSE:GME) stanno inducendo la principale autorità di regolamentazione del mercato USA a valutare la possibilità di introdurre maggiore trasparenza nelle contrattazioni dei titoli allo scoperto, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.

Cosa è successo: secondo il Journal, la Securities and Exchange Commission (SEC), ora sotto il controllo Democratico, sta valutando la possibilità di esercitare la propria autorità al fine di rendere più trasparente la pratica dello short trading.



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Giovedì i legislatori alla Camera esamineranno gli scambi sul titolo GameStop e discuteranno circa la carenza di dati sulle vendite allo scoperto, secondo un promemoria emesso prima dell’udienza.

Nel suddetto memorandum si osserva che la SEC non si è assunta tutte le sue responsabilità nell’ambito del mandato Dodd-Frank, come riporta il Journal.

Perché è importante: in base alle riforme introdotte dal Dodd-Frank Act nel 2010, si richiede infatti alla SEC di raccogliere informazioni su quante azioni di ciascuna società quotata in Borsa siano state shortate; l’autorità regolatoria comunque non raccoglie o rivela questo tipo di dati su operazioni specifiche, ha osservato il Journal.

In passato la SEC si sarebbe opposta all’imposizione di una maggiore trasparenza sullo short selling, comprese informazioni in merito alla quantità prestata di un determinato titolo.

Una disposizione del Dodd-Frank Act impone alla SEC di emanare entro due anni delle regole che accrescano la conoscenza del pubblico sulle azioni prestate o prese in prestito.

Un’altra disposizione imporrebbe alla SEC di pubblicare comunicazioni mensili su quante azioni di una società quotata siano state shortate.

Il 28 gennaio le azioni di GameStop hanno toccato i 483 dollari, un balzo di quasi il 2442% dall’inizio dell’anno, quando erano scambiate a 19 dollari.

Il rally di titoli come GameStop, Nokia Oyj (NYSE:NOK), AMC Entertainment Holdings Inc (NYSE:AMC) e Blackberry Ltd (NYSE:BB) è stato alimentato principalmente dagli investitori al dettaglio sul forum di Reddit r/WallStreetBets.

Lo short squeeze ha fatto perdere enormi quantità di capitale ad agenzie di short selling quali Melvin Capital e Citron Research, che sono state costrette a coprire le loro posizioni short.

Alla fine di gennaio Citron ha dichiarato che non pubblicherà più rapporti di short selling e che si concentrerà piuttosto sui cosiddetti multi-bagger (ovvero titoli che possono offrire un rendimento di diverse volte il proprio valore).

Movimento dei prezzi: le azioni GameStop hanno chiuso con una flessione di quasi il 7,2% a 45,94 dollari e nella sessione after-hours hanno poi guadagnato l’1,11%.

Foto per gentile concessione: Oxiq via Wikimedia