Alibaba, Jack Ma più ricco dall’annuncio della multa

L’imprenditore avrebbe infatti guadagnato 2,3 miliardi

Alibaba, Jack Ma più ricco dall’annuncio della multa

Anche se Alibaba Group Holding Ltd (NYSE:BABA) è stata sanzionata con una multa record di 2,8 miliardi di dollari dal governo cinese per violazione delle leggi antitrust, la fortuna di Jack Ma, co-fondatore del colosso dell’e-commerce, è aumentata di 2,3 miliardi di dollari.

Cosa è successo: lunedì le azioni di Alibaba Group sono balzate di quasi il 9,3% a New York, segnando la maggiore impennata in quasi quattro anni. La multa da 2,8 miliardi di dollari, che rappresenta solo il 4% delle vendite realizzate da Alibaba nel 2019 (455,7 miliardi di yuan), ha innescato un cosiddetto “relief rally” sul titolo Alibaba e sembra porre fine ai problemi normativi iniziati quando la Cina ha avviato un’indagine anti-monopolio sulla società a dicembre dell’anno scorso.

Secondo il Bloomberg Billionaires Index, il patrimonio netto totale di Jack Ma, a seguito dell’impennata delle azioni di Alibaba, è aumentato di 2,3 miliardi di dollari a 52,1 miliardi. Adesso Ma è la terza persona più ricca della Cina, dietro Zhong Shanshan dell’azienda di acqua in bottiglia Nongfu Spring Co. e Pony Ma di Tencent Holdings Limited (OTC:TCEHY).

Perché è importante: Jack Ma era la persona più ricca della Cina prima che il governo del Paese lanciasse l’indagine antitrust su Alibaba l’anno scorso. L’indagine è stata avviata poco dopo che Ma ha rilasciato dei commenti pubblici nei quali criticava l’autorità di regolamentazione finanziaria cinese. Oltre al giro di vite normativo su Alibaba, le autorità regolatorie del Paese hanno anche “staccato la spina” all’enorme IPO di Ant Group, affiliata di Alibaba.

La storica indagine su Alibaba, tuttavia, è stata conclusa in soli quattro mesi, rispetto agli anni di investigazioni che verrebbero impiegati per un caso del genere negli Stati Uniti o nell’Unione Europea, ha osservato Bloomberg.

Sebbene la multa da 2,8 miliardi di dollari sia molto più alta di quella da quasi 1 miliardo pagata dal produttore di chip statunitense Qualcomm Inc. (NASDAQ:QCOM) nel 2015, è di gran lunga inferiore al 10% massimo consentito dalla legge cinese.

Movimento dei prezzi: lunedì le azioni di Alibaba hanno chiuso con un balzo di quasi il 9,3% a 244,01 dollari e nella sessione after-hours hanno guadagnato un altro 0,7%.

Foto del World Economic Forum su Flickr