Credit Suisse vede rallentamento per le materie prime e prende beneficio

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La decisione di realizzare i guadagni dalla posizione di sovra-esposizione motivata dalla diminuzione del rapporto rischio/rendimento. Quadro macro ancora favorevole ma i fondamentali mostrano debolezza

Le materie prime di recente hanno continuato una performance eccezionalmente forte in un contesto macro che sembra destinato a rimanere favorevole, grazie alla buona copertura che questa classe di attivi offre su ripresa e inflazione. Ma i fondamentali bottom-up suggeriscono che la tenuta del picco potrebbe essere vicina dal punto di vista tattico, preannunciando una possibile fase di rendimenti più freddi. Nei metalli di base la tesi a lungo termine resta costruttiva, ma emergono segnali di debolezza nel breve termine. L’economia cinese è in un ciclo più avanzato e la domanda si è indebolita, mentre la solidità esterna alla Cina potrebbe venir meno nella seconda metà del 2021, con l’attenuarsi dell’intensità dell’utilizzo dei metalli nella fase di ripresa.

SEGNALI DI DEBOLEZZA A BREVE

Lo sottolinea un’analisi di Analisi di Fabian Deriaz, Commodity Strategist, e Stefan Graber Head of Commodity Strategy, entrambi di Credit Suisse, che motivano così la decisione di realizzare i guadagni sul sovrappeso di Credit Suisse in materie prime in un contesto di portafoglio, in ragione della diminuzione del rapporto rischio/rendimento. Il contesto macro è ancora favorevole, ma i fondamentali bottom-up mostrano segnali di debolezza a breve termine, mentre l’energia è destinata a mantenersi più resiliente.
Sul fronte agricolo, i due esperti di Credit Suisse vedono mercati rigidi, ma con l’offerta è destinata a rispondere…

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Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.