Dogecoin o Shiba Inu, chi crescerà di più nel 2022?

Secondo il sondaggio di Benzinga svolto fra gli operatori di mercato, gli intervistati credono che sarà DOGE a crescere maggiormente entro il 2022

Dogecoin o Shiba Inu, chi crescerà di più nel 2022?
2' di lettura

Ogni settimana Benzinga conduce un sondaggio per scoprire cosa entusiasma o interessa maggiormente i trader, o le loro riflessioni quando gestiscono e costruiscono i portafogli personali.

Questa settimana abbiamo posto la seguente domanda a 1.000 visitatori di Benzinga riguardo Dogecoin (CRYPTO:DOGE) e Shiba Inu (CRYPTO:SHIB): nel corso del prossimo anno, chi realizzerà il maggior guadagno percentuale, Dogecoin o Shiba Inu?



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Ecco i risultati completi del sondaggio di questa settimana:

    • Dogecoin: 57,9%
    • Shiba Inu: 42,1%

Quasi 3 intervistati su 5 al nostro sondaggio hanno dichiarato che sarà Dogecoin a registrare un guadagno percentuale maggiore rispetto a Shiba Inu entro la fine del 2022; domenica DOGE era in calo dell’1,33% a 0,1883 dollari.

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Dogecoin, che è diventata la più importante criptovaluta meme al mondo grazie alla sua promozione da parte del CEO di Tesla Inc (NASDAQ:TSLA) Elon Musk e di Snoop Dogg, quest’anno ha catturato l’immaginario collettivo mondiale; in effetti, gli investitori che hanno acquistato Dogecoin il 26 dicembre 2020 e hanno mantenuto l’investimento fino ad oggi avrebbero ottenuto un rendimento del 4.607%.

Nel frattempo, nelle ultime 24 ore SHIB ha guadagnato circa lo 0,19% a 0,00003739 dollari. Anche questa coin ha realizzato guadagni strabilianti quest’anno: gli investitori che hanno acquistato Shiba Inu il 1° giugno 2021 e hanno mantenuto l’investimento fino ad oggi avrebbero ottenuto un rendimento del 296%.

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Questo studio è stato condotto da Benzinga nel dicembre 2021 e include le risposte provenienti da una popolazione diversificata di adulti di età pari o superiore a 18 anni.

L’adesione al sondaggio è stata completamente volontaria, senza incentivi offerti ai potenziali intervistati. Lo studio riflette i risultati raccolti fra oltre 1.000 adulti.